

L’area è stata delimitata dai vigili del fuoco e resa temporaneamente inagibile
Momenti di paura ieri mattina nel carcere di Regina Coeli, dove una porzione di soffitto di circa un metro quadrato è crollata nella zona della seconda rotonda, precipitando da un’altezza di venti metri.
L’area interessata è solitamente frequentata da agenti della polizia penitenziaria e detenuti: se il crollo fosse avvenuto in un altro orario, le conseguenze avrebbero potuto essere drammatiche. Fortunatamente, nessuno è rimasto ferito.
Secondo Osapp, sindacato autonomo di polizia penitenziaria, almeno 200 detenuti sono stati trasferiti in altre strutture, con il numero che potrebbe salire nelle prossime ore.
La situazione ha immediatamente fatto scattare le procedure d’emergenza: l’area è stata delimitata dai vigili del fuoco e resa temporaneamente inagibile.
Sul posto sono intervenuti il capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, Stefano Carmine De Michele, e il sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro.
“La cupola della seconda rotonda è crollata a causa di una tarmatura delle travi interne, indebolite dall’umidità, non rilevabile. Il carcere è in sicurezza sotto tutti i profili”, ha dichiarato Delmastro.
Più duro il giudizio del presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, che ha effettuato un sopralluogo nel tardo pomeriggio: “È un carcere obsoleto che va chiuso, l’ho detto in più occasioni”.
Sulla stessa linea la garante dei diritti delle persone private della libertà del Comune di Roma, Valentina Calderone, che ha definito il crollo come la “perfetta rappresentazione di un carcere che implode tra indifferenza e illegalità, ferocia e connivenza”.
Secondo Leo Beneduci, segretario generale di Osapp, il crollo testimonia le criticità del sistema penitenziario:
“A Rebibbia, dove sono stati trasferiti i primi detenuti, una nuova sezione da 400 posti non è stata autorizzata: i lavori sono bloccati per ritardi nei pagamenti e aumento dei costi. Il piano carceri non procede come previsto, e quanto accaduto a Regina Coeli ne è la dimostrazione”.
Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.