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Ostia, l’Esercito pronto a scendere in spiaggia: maxi-piano di demolizioni per gli stabilimenti abusivi

Vertice blindato in Prefettura tra Giannini, Gualtieri e il procuratore Lo Voi. Passati al setaccio tutti e 67 i lidi del litorale. Arriva il nucleo speciale dei Vigili per fermare occupazioni e roghi

Ruspe spianate, monitoraggi incrociati terra-mare, sigilli della Magistratura e, adesso, anche il clamoroso e possibile impiego dei militari. Sul litorale di Roma si apre ufficialmente una stagione estiva all’insegna della tolleranza zero.

Le istituzioni e i vertici della sicurezza capitolina hanno deciso di serrare definitivamente i ranghi per sferrare l’attacco decisivo a quel “lungomuro” fatto di abusivismo edilizio, concessioni demaniali allegre, occupazioni abusive e degrado che per decenni ha soffocato le spiagge di Ostia.

La nuova e dura strategia d’urto è stata siglata ieri, giovedì 18 giugno, durante il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica riunito a Palazzo Valentini dal prefetto Lamberto Giannini.

Un tavolo blindato che ha visto confrontarsi il sindaco Roberto Gualtieri, il procuratore capo di Roma Francesco Lo Voi, il questore Roberto Massucci e i comandanti provinciali di Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia Locale.

L’obiettivo: blindare la legalità sul mare di Roma in vista del boom di bagnanti dei prossimi mesi.

La radiografia del litorale: 67 stabilimenti sotto esame

I numeri emersi dal vertice descrivono un’operazione di sfoltimento burocratico e urbanistico senza precedenti. Gli agenti della Polizia Locale, insieme agli uomini della Capitaneria di Porto, hanno completato una mappatura e un monitoraggio capillare che ha riguardato tutti i 67 stabilimenti balneari censiti sulla costa di Ostia.

Le ispezioni, condotte sia con i pattugliamenti a terra sia con le motovedette dal mare, hanno fatto emergere una ragnatela di irregolarità strutturali:

Sotto sequestro: Scattati sigilli preventivi, diffide e ordini di ripristino per verande, chioschi, cabine e ristoranti nati senza autorizzazioni idonee.

I primi abbattimenti: Alcuni cantieri di demolizione sono già partiti in questi giorni, grazie al supporto tecnico e ai mezzi del Comando provinciale dei Vigili del Fuoco.

La svolta digitale: Per azzerare la burocrazia e le zone d’ombra, il Campidoglio ha creato un ufficio ad hoc sulle concessioni e una piattaforma informatica riservata. Questo software permette a Procura, Comune e Forze dell’Ordine di incrociare e condividere in tempo reale le carte e i permessi di ogni singolo lotto di spiaggia.

Arrivano i soldati per le demolizioni e i “vigili del mare” contro i roghi

La vera novità emersa dal vertice in Prefettura è però l’imminente cambio di marcia sul fronte della forza pubblica. Per accelerare la rimozione delle grandi strutture abusive ancora in piedi sul bagnasciuga, il Comitato sta valutando il coinvolgimento diretto del Genio dell’Esercito Italiano. I militari potrebbero scendere in spiaggia con uomini e mezzi pesanti per liberare i varchi d’accesso al mare e completare gli abbattimenti laddove i privati si rifiutino di farlo.

Accanto alle ruspe, il piano prevede la gestione del “giorno dopo”. Una volta sequestrati o chiusi i lidi fuorilegge, il rischio è che le strutture abbandonate diventino preda di sbandati, occupazioni abusive o, peggio, di incendi dolosi (com’è tragicamente accaduto in passato).

Per disinnescare la bomba sociale, è allo studio la nascita di un nucleo speciale della Polizia Locale dedicato alla vigilanza del demanio marittimo. I “vigili del mare” pattuglieranno i complessi deserti, supportati da un imponente potenziamento delle telecamere di videosorveglianza collegate con le sale operative delle forze dell’ordine.

La “black list” dei siti sensibili

Durante la riunione il sindaco Gualtieri ha messo nero su bianco i nomi delle strutture considerate storiche, simboliche, ma al tempo stesso estremamente delicate e per questo inserite in una lista di monitoraggio continuo. Nel mirino delle verifiche e della sorveglianza speciale ci sono:

Il Kursaal, lo Shilling, lo Sporting Beach, La Casetta, il complesso Maresole, Peppino a Mare e il Jumbo Village.

Si tratta dei marchi che hanno fatto la storia della movida balneare romana e che ora rappresentano la linea del fronte: da un lato il patrimonio turistico da rilanciare, dall’altro le criticità amministrative da sanare.

Al termine del vertice, il prefetto Lamberto Giannini ha rivendicato la compattezza dello Stato: «Il coordinamento tra Procura, Prefettura, Campidoglio e forze di polizia sta producendo effetti tangibili. Vogliamo che la legalità sia visibile e percepita dai cittadini sul territorio». Ostia, dopo anni di infiltrazioni, sigilli e rinvii, è chiamata a dimostrare che le regole sul litorale non sono più una misura straordinaria, ma la normalità quotidiana.

La scelta di schierare l’Esercito e creare un nucleo speciale di vigilanza per abbattere e presidiare i lidi dimostra una netta presa di posizione dello Stato sul litorale romano.

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