Parrucchiere o chimico? Tingere i capelli

di Stefano Cinti - 7 Luglio 2017

Oltre al caldo, con l’estate (spesso) arriva anche il desiderio di cambiare la propria acconciatura. Per il sesso maschile è più semplice, per i ragazzi ancora di più, specialmente per chi ha i capelli corti. Per il sesso femminile, tagli drastici richiedono più coraggio, ma il cambio del colore invece è più frequente.

Oltre che dal parrucchiere, anche la nostra casa diventa un luogo favorevole per cambiare colore ai nostri capelli.

Prima di iniziare a parlare di come si cambia il colore, occorre ricordare da cosa sono formati i capelli. Sono un insieme di proteine (collane di perle), intrecciate, che a seconda delle specifiche perle, possono risultare in capelli lisci o ricci, e in base alla presenza di melanina (la stessa che ci regala la tintarella) appaiono chiari o scuri.

Quando si tingono i capelli, occorre che il colore della melanina, o più propriamente delle melanine, venga “coperto” da un altro colore, quello che vogliamo noi. Per far questo, utilizziamo delle speciali preparazioni cosmetiche, dette tinture per capelli. Quella tipologia di tintura che non va via con i lavaggi, viene detta tintura ossidante o permanente.

Per tingere i capelli in modo permanente c’è bisogno di due cose: un tubetto che contiene la tinta ed una soluzione ossidante. Questi due, insieme, riescono a tingere i capelli. Andiamo per ordine. Nel tubetto che contiene la tinta, ci sono i 2/3 dei protagonisti. I precursori del colore e una specie che è in grado di far entrare il colore dentro il capello. Per far colorare un capello è necessario che il colore si leghi, in maniera decisa, al capello. L’ammoniaca è uno dei prodotti che serve per far rigonfiare il capello, anche se attualmente è sostituito da alcuni oli che hanno la stessa funzione. Una volta che il capello si allarga, i precursori del colore (che sono piccole molecole) entrano nel capello, fino alla corteccia, ma ancora nessuna traccia del colore.

Adesso entra in gioco la soluzione ossidante, l’acqua ossigenata. Questa, una volta mischiata con la tintura, ha un duplice effetto: il primo è quello di ossidare i precursori, di fatto facendoli attaccare al capello e iniziare il processo di colorazione (in presenza di acqua ossigenata, i precursori iniziano a modificare la loro struttura, producendo una colorazione), il secondo effetto è quello di schiarire il capello di un paio di tonalità (agisce sulla melanina), cosicchè il fondo sarà più chiaro in favore del nuovo colore che si sta fissando.

Ed ecco fatto! Capelli colorati, che ritorneranno al colore originario, solo al momento della ricrescita. Altrimenti, ci sono le colorazioni rapide, che non sono permanenti. In questo caso le molecole che danno il colore, non si legano con le proteine del capello, ma si “appoggiano” solo sulla loro superficie. In questi casi non occorre l’acqua ossigenata, e shampoo dopo shampoo la tinta è rimossa!

Già lo avevamo visto quando vi ho parlato di permanente. Ancora una volta, i nostri capelli rappresentano uno spettacolare laboratorio di chimica!


Commenti

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  1. io piuttosto che tinture o composti che possono danneggiare i capelli, che giá li ho parecchio sfibrati, sto usando la cheratina per capelli (…) che rinfoltisce e dà anche un po’ piú colore. Ero abbastanza scettica prima di iniziare però adesso sono abbastanza soddisfatta.


  2. Grazie Claudia e grazie per il commento! Come si suol dire, combattere il problema alla radice! Chi meglio della cheratina per proteggere i nostri capelli!

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