Per 9 italiani su 10 la scarsa igiene del posto di lavoro è causa di malattie

Patrizia Artemisio - 16 Maggio 2021

Non era affatto una cattiva idea quella di Paperino e Paperoga di aprire l’impresa di pulizie ‘Risplendente’. Primo cliente, neanche a dirlo: Zio Paperone, che aveva urgente bisogno di far pulire il suo ufficio, per l’esattezza la Banca P.d.P. di sua proprietà. ‘Pulizie di sicurezza’ era il titolo del fumetto del 2002, che riassume una nostra quanto mai attuale necessità.

Secondo una recente indagine svolta da BVA-Doxa per conto di Rentokil Initial, sul rapporto tra italiani e igiene nei luoghi di lavoro, l’89% degli italiani, quindi quasi 9 su 10, consideravano – già prima dell’emergenza sanitaria – la scarsa igiene sul luogo di lavoro una delle cause della trasmissione di malattie o infezioni. Dopo la pandemia, oltre la metà (54%) ritengono che sia la causa principale. Quest’ultimo dato raggiunge addirittura l’81% fra coloro che lavorano nella sanità.

La domanda cui i ricercatori hanno dato risposta è: in che modo l’emergenza sanitaria legata al COVID-19 ha influito sull’importanza percepita della pulizia e disinfestazione nei luoghi di lavoro?

In generale è emerso che per gli italiani, tutti gli aspetti riguardanti l’igiene degli ambienti influiscano in modo significativo su una buona produttività e – tra tutti – le donne (79%) si rivelano più sensibili su questo tema, così come gli addetti dei settori ospitalità/ristorazione, sanitario e scuola/impianti sportivi.

Secondo i lavoratori intervistati, l’attenzione alla pulizia e all’igiene da parte delle aziende/datori di lavoro prima della pandemia non era molto elevata ad eccezione dell’igiene dei sanitari (54%) e il 72% ritiene che il datore di lavoro dovrebbe prestare maggiore attenzione – post emergenza sanitaria – soprattutto all’igienizzazione generale degli spazi e delle superfici.

In merito all’efficacia e alla correttezza dei metodi utilizzati per la sanificazione degli spazi, l’ISS ed il Ministero della Salute, hanno confermato quanto comunicato dall’Associazione Nazionale Imprese di Disinfestazione, riguardo l’errata pubblicizzazione e l’uso improprio di ozono nelle attività di sanificazione.  “Secondo la normativa vigente, essendo l’ozono generato in situ attraverso dei macchinari e non essendo un formulato registrato come biocida –  ha dichiarato Marco Benedetti, Presidente di Anid –non può essere utilizzato per attività di disinfezione e sanificazioneper trattamenti ambientali. Mentre è consentito ed autorizzato per il settore alimentare, la disinfezione delle acque e degli impianti di canalizzazione dell’aria e come ozonoterapia in ambito medico. Resta di fatto che l’utilizzo dell’ozono deve essere effettuato da professionisti formati.”

I risultati della ricerca sono stati condivisi da Rentokil Initialnon, fornitore mondiale dei servizi per le aziende, il cui A.D. Elena Ossanna, ha infine dichiarato di ritenere “importante, in questo momento di emergenza sanitaria, fare chiarezza e comunicare i metodi più efficaci per la sanificazione e la disinfezione negli ambienti di lavoro. Da parte delle aziende, si tratta di una tutela doverosa nei confronti dei propri dipendenti e della loro salute.”

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