

7 pusher in manette e oltre 250 dosi di stupefacente sequestrate
Le volanti disposte a raggiera lungo i grandi vialoni, gli agenti che setacciano le intercapedini e i sotterranei dei casermoni di edilizia popolare e il fiuto delle unità cinofile che stronca sul nascere i disperati tentativi di fuga dai balconi.
La periferia est della Capitale è stata teatro nelle ultime ore di un’imponente operazione ad alto impatto, coordinata dalla regia operativa del VI Distretto Casilino.
Un intervento a largo raggio progettato per stringere in un’unica morsa l’asse caldo compreso tra Tor Bella Monaca e Ponte di Nona, aggredendo i gangli del narcotraffico stradale e l’illegalità diffusa sul fronte amministrativo, delle occupazioni abusive e dei reati predatori.
Il bilancio complessivo descrive l’efficacia e la capillarità del presidio: circa 170 persone identificate, delle quali 8 risultate sprovviste di un regolare titolo di soggiorno sul territorio nazionale e 4 di esse immediatamente colpite dall’ordine di allontanamento firmato dal Questore.
Ma l’operazione ha alzato il velo soprattutto sulle nuove, fluide dinamiche dello spaccio “mordi e fuggi” che si annidano nelle pieghe del tessuto urbano periferico.
Sono sette in totale i pusher finiti in manette, sorpresi a gestire un mercato flessibile che spaziava dal crack alla cocaina fino all’eroina.
Nella celebre e complessa cornice del “Ferro di Cavallo”, i poliziotti hanno intercettato un mercato volante, inseguendo e bloccando il venditore mentre cercava di dileguarsi nei cunicoli sotterranei della zona.
Poco distante, tra i labirinti dei lotti, è caduta una coppia di cittadini tunisini che operava seguendo una rigida divisione dei ruoli: uno addetto alle consegne fisiche e l’altro posizionato come vedetta.
Un coordinamento criminale che non è bastato a contrastare l’azione “a forbice” dei poliziotti, capaci di sbarrare simultaneamente ogni via di fuga.
L’inventiva degli spacciatori si rifletteva anche nella scelta dei depositi per i rifornimenti volanti, individuati dagli agenti nei pressi di via dell’Archeologia.
Due pusher operavano infatti facendo la spola verso “hub” provvisori mimetizzati nella scenografia stradale: uno utilizzava l’interno di un cassonetto dei rifiuti, l’altro l’erba alta e le sterpaglie di un’area verde pubblica.
L’episodio più concitato si è registrato però durante un normale controllo stradale e domiciliare a un uomo sottoposto alla misura cautelare con braccialetto elettronico. Intuendo la presenza della pattuglia sull’uscio, il detenuto ha tentato il tutto per tutto lanciando una busta dal balcone.
Una manovra disperata vanificata dal posizionamento preventivo degli agenti in strada e dal fiuto delle unità cinofile Quares e Carla, che hanno permesso di recuperare e cristallizzare il sequestro di 20 involucri di cocaina, determinando l’arresto in flagranza e la recidività dell’indagato.
Parallelamente, un cittadino albanese è stato condotto in carcere in esecuzione di un provvedimento di aggravamento di una precedente misura per reati di droga.
I riscontri della Polizia hanno infine toccato il patrimonio e le attività commerciali.
In via Tenuta di Torrenova, la localizzazione di uno scooter rubato ha permesso agli agenti di scoprire un vero e proprio garage clandestino, adibito ad officina meccanica abusiva e ricettacolo di pezzi di ricambio; per il gestore, un romano classe ’62, è scattata la denuncia per ricettazione.
Sul fronte commerciale, le verifiche amministrative hanno colpito il titolare di una sala slot, sanzionato con una maxi-multa da 5.000 euro per aver mantenuto le apparecchiature accese oltre l’orario consentito dai regolamenti municipali.
Infine, cinque cittadini stranieri sono stati denunciati per invasione di edifici, sorpresi a occupare sine titulo un immobile di proprietà del Comune di Roma.
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