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Pietralata, svelato il progetto Stadio della Roma: ecco i rendering ufficiali e la maxi-Curva Sud da 23mila posti

Il Campidoglio pubblica le tavole del progetto di fattibilità della famiglia Friedkin. L'impianto acustico si ispirerà alla cavea, con 22 varchi intitolati ai rioni storici

Il sogno comincia a prendere forma e, soprattutto, a mostrarsi nei dettagli. Dopo mesi di indiscrezioni, rendering rubati e rumors societari, il progetto del nuovo stadio della Roma a Pietralata è ufficialmente di dominio pubblico.

Sul portale istituzionale di Roma Capitale sono stati pubblicati tutti gli elaborati, le planimetrie e le relazioni del progetto di fattibilità tecnico-economica (Pfte) depositato dal club giallorosso, aprendo una finestra trasparente sulla futura casa della squadra.

Oltre cento pagine di dossier che non si limitano a descrivere un impianto sportivo, ma delineano una colossale operazione di rigenerazione urbana destinata a cambiare radicalmente il volto di una vasta porzione del quadrante nord-est della Capitale.

Una Curva Sud da record mondiale: 22 varchi per 22 rioni

A catalizzare l’attenzione dei tifosi e degli appassionati di architettura sono i dettagli sulle sezioni interne dell’impianto, concepito con una filosofia marcatamente “inglese” (tribune a ridosso del campo) ma con un’anima visceralmente romana.

Il cuore pulsante dell’opera sarà la nuova Curva Sud: un’imponente e ripida muraglia giallorossa capace di ospitare ben 23mila spettatori, configurandosi come uno dei settori popolari a anello singolo più grandi del pianeta.

Per saldare il legame identitario tra la squadra e le sue radici, i progettisti hanno ideato un richiamo simbolico affascinante: i 22 varchi principali d’accesso alla curva prenderanno il nome degli storici rioni di Roma (da Trastevere a Testaccio, da Monti a Prati).

Sotto il profilo ingegneristico, la copertura dello stadio è stata studiata per avvolgere la struttura seguendo una geometria ispirata alla cavea dei teatri romani. Una scelta non solo estetica, ma acustica: la conformazione dei materiali rifletterà il sonoro verso il terreno di gioco, amplificando i cori del pubblico e promettendo un effetto “bolgia” altamente immersivo.

Il masterplan: due parchi per far vivere Pietralata 365 giorni all’anno

I documenti depositati in Comune chiariscono come l’investimento della famiglia Friedkin punti a superare il concetto di cattedrale nel deserto, integrandosi con il tessuto urbano circostante attraverso un sistema di aree verdi fruibili sette giorni su sette:

Il Parco dello Stadio (Ovest): Un grande corridoio verde attrezzato che fungerà da asse di scorrimento ciclo-pedonale per collegare in sicurezza via dei Monti Tiburtini alla stazione FS/Metro di Roma Tiburtina, gestendo in modo sostenibile i flussi dei tifosi nei giorni di match.

Il Parco Urbano Centrale: Un’oasi naturalistica dotata di percorsi pedonali, aree giochi per bambini, zone per lo sport all’aria aperta, punti ristoro e spazi dedicati alla socialità dei residenti del quartiere, aperta anche quando il campionato è fermo.

Iter accelerato dal commissario Sessa

La pubblicazione dei rendering e dei dati strutturali coincide con uno snodo amministrativo cruciale. Nei giorni scorsi, il commissario straordinario di Governo, Massimo Sessa, ha firmato un’ordinanza mirata ad accelerare i tempi di esame del progetto di fattibilità da parte della conferenza dei servizi. Una spinta burocratica fondamentale per accorciare i tempi e mettere in sicurezza le procedure autorizzative.

Il traguardo dei cantieri richiede ancora diversi passaggi istituzionali, tra cui il voto definitivo dell’Assemblea Capitolina e la stesura del progetto esecutivo, ma la pubblicazione delle tavole ufficiali cancella i fantasmi dei vecchi e fallimentari progetti del passato (come Tor di Valle). Per la prima volta, la Roma e i suoi tifosi vedono un perimetro reale su cui costruire il proprio futuro.

La scelta di intitolare i varchi d’accesso ai rioni storici e di creare una curva da 23mila posti dimostra la volontà di mantenere un forte legame identitario con la tradizione della città, pur inserendo l’impianto in una periferia da modernizzare.

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