

Prima ordinanza del commissario straordinario Massimo Sessa: dimezzato l'iter per il Provvedimento Autorizzatorio Regionale (Paur). L'opera diventa strategica a livello nazionale
Un’accelerazione destinata a cambiare il destino del nuovo stadio della Roma. Il percorso amministrativo per l’impianto di Pietralata entra infatti in una fase decisiva grazie a una drastica riduzione dei tempi autorizzativi decisa dal commissario straordinario del Governo, Massimo Sessa.
Un intervento che punta a velocizzare l’iter e ad arrivare entro l’autunno alla conclusione della conferenza dei servizi.
La svolta è arrivata con la prima ordinanza firmata dal commissario, che riduce da oltre sei mesi a novanta giorni il procedimento necessario per ottenere il Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale (Paur), passaggio fondamentale per la realizzazione dell’opera.
Il nuovo cronoprogramma rappresenta una significativa semplificazione rispetto alle procedure ordinarie previste dalla normativa ambientale.
L’obiettivo è consentire una valutazione più rapida del progetto presentato dalla società giallorossa senza rinunciare ai controlli tecnici e alle verifiche previste dalla legge.
La decisione arriva dopo l’inserimento dello stadio tra le opere considerate strategiche a livello nazionale e strettamente connesse all’organizzazione degli Europei di calcio del 2032, manifestazione che l’Italia ospiterà insieme alla Turchia.
Secondo il calendario fissato dall’ordinanza, la fase preliminare dedicata alla verifica della documentazione richiederà pochi giorni.
Seguiranno i tempi destinati alle eventuali integrazioni, alla consultazione pubblica, all’esame tecnico degli elaborati e alla successiva seduta conclusiva della conferenza dei servizi.
Se il cronoprogramma verrà rispettato, il procedimento potrebbe chiudersi già entro la metà di settembre.

Nel provvedimento firmato da Sessa viene ribadita la rilevanza nazionale del progetto. Lo stadio di Pietralata rientra infatti tra gli interventi ritenuti essenziali per il percorso che porterà l’Italia agli Europei del 2032.
Proprio questo status ha consentito l’attivazione di procedure accelerate finalizzate a ridurre i tempi burocratici e a favorire la realizzazione delle infrastrutture considerate prioritarie.
L’ordinanza segna anche l’apertura ufficiale della conferenza dei servizi, la fase nella quale tutti gli enti coinvolti saranno chiamati a esprimere i propri pareri sul progetto definitivo.
Un passaggio che rappresenta uno dei momenti più delicati dell’intero iter autorizzativo, perché consentirà di raccogliere valutazioni ambientali, urbanistiche, infrastrutturali e paesaggistiche necessarie per il via libera definitivo.
L’iniziativa è stata salutata positivamente dal ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, che ha definito l’ordinanza un passaggio fondamentale per garantire tempi più rapidi nella realizzazione di un’opera strategica per la città e per il sistema sportivo nazionale.
Soddisfazione anche da parte del Campidoglio. Il sindaco Roberto Gualtieri ha parlato di una tappa cruciale per il futuro dell’impianto, sottolineando il lavoro svolto negli ultimi anni dall’amministrazione per consolidare l’interesse pubblico dell’opera e accompagnarne il percorso autorizzativo.
Sulla stessa linea l’assessore all’Urbanistica Maurizio Veloccia, che ha evidenziato come l’avvio della fase conclusiva rappresenti un momento atteso sia dalla città sia dai tifosi romanisti.
Dopo anni di studi, confronti tecnici e passaggi istituzionali, il progetto del nuovo stadio entra dunque nella sua fase più delicata.
I prossimi tre mesi saranno decisivi per capire se il percorso potrà davvero rispettare le tempistiche fissate dal commissario e trasformare il sogno di Pietralata in un cantiere concreto.
Per la Roma, per i suoi tifosi e per la Capitale, si apre adesso una corsa contro il tempo che potrebbe segnare una svolta storica nel rapporto tra la città e il suo futuro impianto sportivo.
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