Piove sull’Ara Pacis

La teca di Meier non regge la pioggia e il celebre monumento si allaga
di Serenella Napolitano - 23 Novembre 2013

La mite pioggiarellina che siamo abituati a sognare e ascoltare dalle finestre, rimanendo chiusi dentro al tepore casalingo, in realtà sta divenendo sempre più volenta e dannosa. Dopo il temporale non c’è mai tanta quiete, infatti dopo la pioggia insistente degli ultimi giorni a Roma, i primi danni iniziano a contarsi.
A cadere sotto i colpi del nubifragio, ma forse più dell’uomo,  è stata l’Ara Pacis: la teca di Meier non ha retto e il bel monumento voluto da Augusto per sancire il periodo di pace e tranquillità dell’impero, è stato trovato in un ‘mare’ di acqua e di guai.

La teca costituita da pannelli di vetro è stata sempre al centro di aspre discussioni: sulla sua utilità o meno o sulla sua bellezza, forse un pò troppo futuristica. Ma al di la della querelle intellettualistica il problema è che sia i rilievi che l’intera sala di accoglienza al monumento, hanno galleggiato nell’acqua.

Foto tratta da http://archiwatch.it/

Foto tratta da http://archiwatch.it/

La sovrintendenza si è subito attivata con una squadra di restauratori e addetti ai lavori scoprendo tra l’altro il nocciolo del dilemma, che con percentuale altissima, è da trovarsi, nella cattiva manutenzione della teca.

Per ora l’Ara Pacis resta chiusa, su di essa sono stati apposti dei grandi teli per evitare ulteriori infiltrazioni di acqua, mentre la squadra dei restauratori con microlaser sta cercando di definire la salute dei bellissimi rilievi.

Augusto quando la fece costruire nel 9 a.C. aveva previsto la sua magnificenza, l’aveva fortemente voluta anche per i suoi fini propagandistici, chissà se aveva pensato che la sua celebre opera sarebbe finita impacchettata come un regalo di Natale per evitare la pioggia.


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