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Polemiche dopo il blitz di Borghezio alla scuola di Casal Bertone

Sciascia: "inutile provocazione. Consiglio a Borghezio il Tom Tom per tornare in Padania"

L’europarlamentare leghista Mario Borghezio, nel corso di un blitz all’interno della scuola media ex Lombardo Radice di Casal Bertone, ha duramente criticato i docenti della scuola per i corsi di italiano riservati agli stranieri. Secondo Borghezio, sostenuto da alcuni genitori, sarebbe inammissibile che nella scuola si “permetta lo svolgimento dei corsi di lingua per stranieri negli stessi orari e nelle stesse aule frequentate dai bambini, alunni tra i 10 e i 13 anni I genitori – prosegue – chiedono solo il rispetto della legge, ovvero che gli adulti stranieri indossino un tesserino di riconoscimento e che i loro corsi si svolgano dopo l’uscita degli alunni. Domani – conclude Borghezio- incontreremo la dirigente scolastica per chiedere chiarimenti”.

Mario Borghezio
Mario Borghezio

Immediata la replica della professoressa protagonista dei corsi agli stranieri che rassicura che “tutto è svolto nel rispetto della legge. I corsi si svolgono anche di mattina per permettere a chi lavora di sera, in ristoranti e locali, di frequentarli. Le alule dove si svolgono hanno un ingresso indipendente e i servizi igienici sono separati da quelli dei bambini. Chi ha violato le regole e la sicurezza con il blitz è piuttosto Borghezio”. A queste parole si uniscono quelle del presidente del IV Municipio Emiliano Sciascia.

Emiliano Sciascia
Emiliano Sciascia

“Borghezio è una vecchia conoscenza del nostro Municipio, fin dai tempi della vicenda del centro richiedenti asilo di Settecamini, mi domando se dopo le elezioni europee sia più tornato nel quartiere. La situazione della scuola di Casal Bertone non è fuori controllo così come viene dipinta, il progetto della scuola di italiano per stranieri (Ctp) è iniziato già dal 2009 e non si erano mai creati problemi di convivenza”, continua Sciascia.

“La Preside ha messo in atto tutte le misure necessarie affinché le due realtà fossero ben distinte e separate, dando vita ad un progetto di inclusione utile ed efficace, tanto più in periodi come questo in cui l’integrazione viene messa a dura prova.
Non abbiamo certo bisogno di alimentare il fuoco dell’intolleranza, ancor più in strutture votate all’educazione e all’apertura al mondo. Non abbiamo bisogno, nella nostra città, di gesti eclatanti come quelli di Borghezio, che invece di integrare, distruggono, dove altri, con fatica, cercano di costruire. Voglio quindi esprimere la mia solidarietà e vicinanza alla Preside dell’IC Cortina. E rispetto a questa inutile provocazione consiglio a Borghezio il Tom Tom per tornare in Padania”

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