“Porta i soldi altrimenti gli sparo”. Doppio sequestro di persona a Ponte Lungo. Armata anche una 16enne

Violenze e intimidazioni subite dagli ostaggi, mentre i sequestratori li accusavano di un presunto furto mai dimostrato. Il racconto integrale di un incubo durato ore

Un sequestro lampo, violento e organizzato nei minimi dettagli, si è trasformato in poche ore in un’operazione di polizia conclusa con quattro arresti e la liberazione degli ostaggi.

La vicenda ha avuto inizio intorno alle 15.10 di martedì 28 aprile, in un appartamento di via Veturia, nei pressi di Ponte Lungo.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, un uomo armato di pistola e coltello ha fatto irruzione all’interno dell’abitazione dove due cittadini tunisini vivevano in affitto. Sotto la minaccia delle armi, i due sono stati costretti a uscire e a salire su un’auto, dove ad attenderli c’era una donna alla guida.

Il tragitto si è concluso in una zona isolata della periferia est, in via della Tenuta di Torrenova. Qui, in un ambiente angusto e privo di luce naturale, le vittime sono state rinchiuse in una cantina chiusa con un lucchetto.

Per ore hanno subito violenze e intimidazioni, mentre i sequestratori li accusavano di un presunto furto mai dimostrato.

Poco dopo è arrivata la richiesta di denaro: 4.000 euro per la loro liberazione. A ricevere la telefonata è stato il fratello di uno dei due giovani, che ha immediatamente contattato la Polizia. Da quel momento è scattata una delicata operazione sotto copertura.

Gli investigatori della Squadra Mobile e gli agenti del VI Distretto Casilino hanno gestito una trattativa controllata, monitorando in tempo reale i contatti tra la famiglia e i sequestratori.

Attraverso il vivavoce del telefono, gli agenti hanno ascoltato le minacce e raccolto elementi utili per localizzare il luogo dello scambio, guadagnando tempo prezioso per l’intervento.

Il blitz è scattato nel momento decisivo. Mentre parte della banda seguiva la trattativa e altri complici sorvegliavano l’area, la Polizia ha fatto irruzione bloccando tutti i presenti.

Tra i fermati è emersa la presenza di una minorenne di 16 anni che, nel tentativo di sottrarsi all’arresto, ha provato a estrarre una pistola semiautomatica calibro 7.65 con matricola abrasa, venendo immobilizzata dagli agenti prima di poterla utilizzare.

Sotto pressione, i sequestratori hanno infine indicato il luogo dove erano tenuti gli ostaggi. Gli agenti hanno forzato il lucchetto della cantina e trovato i due giovani in evidente stato di shock, provati dalle ore di segregazione e violenza subite.

I quattro arrestati dovranno ora rispondere di sequestro di persona a scopo di estorsione, con l’aggravante del concorso e del porto illegale di arma da fuoco.

La posizione della minorenne è al vaglio dell’autorità giudiziaria competente. L’intera operazione è stata convalidata nelle ore successive.

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