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Premio biennale Artecom-Onlus per la cultura e un libro su Palmira

Un ricco programma. Un Premio e la presentazione di una ricerca archeologica: scultura religiosa dai distrutti santuari di Bel, di Baalshamin e dagli altri siti urbani

Il prestigioso “Premio Biennale Artecom-Onlus per la Cultura” a carattere esclusivamente onorario, rivolto a personalità particolarmente significative che si siano distinte per aver arricchito, valorizzato e tutelato il patrimonio culturale, giunge quest’anno alla sua VII edizione. Si svolge, come sempre, nel Salone Borromini della Biblioteca Vallicelliana di Roma, il 19 aprile 2018 alle ore 17.

Le personalità che saranno insignite del Premio in questa VII Edizione sono:

Il giornalista Pino Aprile, per l’impegno di studioso e ricercatore del nostro Risorgimento, con la conseguente correzione di alcune “verità” tradizionalmente tramandate in senso filo-savoiardo, restituendo un’immagine più realistica dell’Italia unita. Il prof. Lorenzo Canova, per l’impegno nello studio dell’arte italiana dal Rinascimento al periodo contemporaneo, da Beato Angelico a De Chirico. Ha fondato l’Archivio delle Arti Elettroniche L’ARATRO di cui è Direttore scientifico all’UNIMolise e ha curato numerose mostre in musei italiani e internazionali.

Il dott. Gaetano Cortese, per i suoi studi e pubblicazioni miranti a storicizzare e diffondere la conoscenza dei beni culturali, sia architettonici che artistici e d’arredo, presenti nelle sedi diplomatiche italiane in Belgio, Olanda, Norvegia, USA, Austria, Germania, che altrimenti sarebbero rimaste ignote al pubblico.

Il prof. Gualtiero Harrison, per il suo impegno nello studio delle problematiche antropologiche mondiali legate ai diritti umani, sociali e civili, dei bambini, di arte e cultura. Professore ordinario di Antropologia Culturale, ha ricoperto incarichi di grande responsabilità, ha portato il suo prestigioso insegnamento nelle maggiori Università italiane ed estere.

La prof.ssa artista Marisa Settembrini, poiché il suo cammino artistico si snoda tra eventi di grande rilevanza, dalla Quadriennale di Roma alla Biennale di Venezia, alle rassegne a NY City, Monaco, Berlino, Dűsseldorf. Nel suo operare si rispecchia l’umanità con le sue problematiche, resa da una materia cromatica e segnica di grande impatto che la rende guida delle giovani generazioni.

L’ARTECOM è sorta nel 1972 con il sottotitolo “Comitato per la tutela dei valori artistici contemporanei”, con lo scopo di favorire le attività creative, ottenendo l’adesione di personalità quali Pietro Annigoni, Remo Brindisi, Piero d’Orazio, Renzo Margonari.

E’ stata rifondata nel 1993 come ACCADEMIA IN EUROPA DI STUDI SUPERIORI ARTECOM, (fondatori: N. G. Brancato, V. Brancato, M. Elmi, M. A. Gai, U. M. Milizia, F. Quaranta, E. Serafini) estendendo il suo campo d’azione al settore umanistico ed alla cultura in senso lato, con la motivazione e la convinzione che ogni singola disciplina è una delle facce del molteplice patrimonio culturale dell’umanità. Nel 2001 si è proceduto ad una ulteriore rifondazione come ONLUS (Organizzazione Non Lucrativa di Utilità-Sociale).

Ha per scopo il perseguimento esclusivo di finalità di solidarietà sociale attraverso la tutela, promozione e valorizzazione delle cose di interesse artistico e storico, nonché dei beni naturalistici ed ambientali.

Molte altre notizie si possono trovare su www.artecom-onlus.org – Ufficio Stampa 347.1871523 – [email protected].

Sempre nell’ambito delle promozioni ed organizzazioni culturali de ARTECOM-Onlus, è stato presentato il volume dell’archeologo prof. Giuseppe Nicolò Brancato, che per questa pubblicazione è stato insignito del “Premium International Florence Seven Stars 2017 per L’archeologia”, in una serata presso lo studio dell’artista e poeta Eugenia Serafini, L’Albero delle nostre parole – Rassegna internazionale di Arti Multimediali, Poesia e Scrittura, via dei Marsi, 11, Roma.

Si tratta di Palmira. Scultura religiosa dai distrutti santuari di Bel e di Baalshamin e dagli altri siti urbani. Un catalogo. Roma 2017, Edizioni ARTECOM-onlus. Una straordinaria proposta delle architetture e delle sculture così come i secoli ce le avevano tramandate , oggi distrutte dall’ISIS, e miracolosamente salvate dalla memoria storica dell’archivio fotografico del prof. Brancato che le aveva già studiate, catalogate e riprodotte nella sua tesi di giovane laureato. Lo studio, si presenta oggi in questa pubblicazione  aggiornato e insostituibile.

Citiamo dal libro : – Esistono differenze notevoli tra le architetture religiose greco-romane e quelle di Palmira, che riguardano non soltanto la struttura esterna […], ma soprattutto la struttura interna. […] la complessità del santuario dedicato alla divinità principale, Bel, al cui centro, come è meglio visibile dalla pianta, si erge il tempio octastilo e periptero, con l’ingresso che non si trova su una delle fronti, ma su uno dei lati lunghi, in posizione asimmetrica. Più tradizionale la struttura del piccolo ma prezioso tempio di Baalshamin, circondato da un porticato, tetrastilo e pseudoperiptero, con accesso tradizionale dal lato corto: si noteranno le mensole ricavate dallo stesso blocco delle colonne (con il conseguente dispendio di materiale) destinate ad accogliere statue onorarie di devoti e personaggi illustri non pervenuteci […] le mensole sono state utilizzate dall’ISIS per collocarvi le cariche esplosive che hanno ridotto il monumento in polvere.

Per quanto concerne l’interno degli edifici di culto, diversamente dalla struttura templare occidentale ove da un pronaos i sacerdoti accedevano al naos destinato ad accogliere la sola statua della divinità, l’interno dei templi accoglieva, sulle pareti laterali, una serie di altari secondari destinati alla devozione verso divinità diverse da  quella principale. Non possiamo non notare la somiglianza con le nostre chiese, che all’architettura basilicale romana affiancano questa caratteristica: la cosa non dovrebbe sorprendere, considerata l’origine della nostra religione, anche se tale uso è estraneo ed incompatibile con la religione ebraica. È stata questa una circostanza fortunata, che ci ha concesso di ritrovare una cospicua quantità di plastica religiosa e di conoscere non soltanto il pantheon palmireno, ma anche le caratteristiche stilistiche della sua scultura non funeraria. …-

La presentazione del volume è stata accompagnata dalla mostra di 5 serigrafie contro la violenza dello stesso prof. Brancato e da alcuni acquarelli dell’artista Massimo Elmi. Reading dei poeti invitati sul tema della serata: Francesco Camerino, Fausta Genziana Le Piane, Eugenio Marinetti, Lidia Popa, Giuseppe Tacconelli.

Hanno presentato il prof. Nicolò Giuseppe Brancato archeologo, il prof. Umberto Maria Milizia, storico e critico dell’arte, la prof.ssa Eugenia Serafini, giornalista e storica dell’arte.

FOTO DELLA SERATA DI VALTER SAMBUCINI

 Carla Guidi

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