Prosegue il ciclo di conferenze a tema archeologia nella periferia est di Roma

Alessandra Noce - 8 Giugno 2017

7 giugno 2017. Entro, un po’ trafelata, in una sala particolarmente gremita della Biblioteca Rugantino. Sullo schermo è proiettata una foto. C’è un aeroporto dismesso. Una pista di atterraggio. Intorno prati. Sole. Gente. Tanta. Chi sul prato, chi sulla pista, chi pattina, chi va in bici o corre.

A prima vista pensavo fosse il Parco di Centocelle. Invece no, troppa gente in effetti.

L’arch. Paola Cannavó, professoressa di Progettazione Urbanistica UDLab – Università della Calabria, sta spiegando che quello è il Tempelhofer Park a Berlino. Uno degli esempi di felici riconversioni di spazi comuni.

Qui, dopo la definitiva dismissione dell’aeroporto nel 2008, i cittadini bloccarono ogni tentativo di speculazione edilizia, sostennero e guidarono le scelte dell’Amministrazione volte alla rigenerazione degli spazi e al recupero delle strutture, come hangar e uffici, ufficialmente inaugurando l’area a parco nel 2010.

Il prato è rimasto prato, le strutture convertite per attività, mostre ed eventi di ogni sorta. Da allora ogni settimana il parco,  viene invaso dai cittadini per passeggiare, chiacchierare, andarci in bici, fare pic-nic, curare orti, fare sport, fare visite guidate.

Man mano che l’archeologa della Sovrintendenza dei Beni culturali di Roma, Patrizia Gioia, nel successivo intervento snocciolava con dovizia di particolari le bellezze del Pratone, la ricostruzione storica dell’esondazione del lago di Albano partendo dai resti ritrovati del Lahar nel Fosso di Torre Spaccata, gli innumerevoli reperti delle ville romane, ecco che sempre più mi veniva di riflettere sulla miopia di certe scelte che portano spesso a ripensare, rimaneggiare, se non addirittura distogliere, fondi destinati a rendere pienamente fruibili i nostri beni comuni, culturali, archeologici e ambientali, cosicché, tra un temporeggiamento e l’altro, i cosiddetti “vuoti urbani” vengano abbandonati o indisturbatamente fruiti sì, ma per usi illeciti.

Ecco che il Parco di Centocelle è in un’annosa fase di attesa: di riqualificazione dagli sfasci (che a fine giugno vedono scadere la proroga per le concessioni di occupazione), di bonifica dai rifiuti, di rigenerazione degli spazi verdi, di ripresa degli scavi da autorizzare, il Pratone di Torre Spaccata rimane sulla carta nei confini di un fantomatico Nuovo Piano Regolatore, di fatto inaccessibile ai cittadini, ma facile preda di occupazioni abusive che avanzano nonostante le segnalazioni.

Resto con il dubbio: “Tempelhofer Park” trattasi di fantascienza o esempio concreto di rete virtuosa tra cittadini-amministrazioni- esperti e buone prassi da emulare per il Parco Archeologico di Centocelle e per il Pratone di Torre Spaccata?

Prossimo appuntamento con le iniziative promosse da Comunità Parco Pubblico Centocelle – CdQ Torre Spaccata – Ass. Quattro Sassi_ Settimo Bicicelttari- LabGov – 100 e a Capo sull’archeologia e la storia dei Parchi della nostra periferia, è il 16 giugno, alle h 16,00 presso il Casale di Tor Fiscale, Via dell’acquedotto Felice, 120. Tra gli ospiti, Carlo Persiani, archeologo della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, e l’archeologa Laura Leopardi dell’Ass. Culturale Quattro Sassi che riprenderà il tema dei beni comuni periferici, Gloria Mazzamanti, Associazione Onlus La Torre del Fiscale.


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