

Ponte di Nona con mezzo miglio di Collatina antica perfettamente conservato è un esempio di quanta storia dell'Urbe è celata agli occhi dei comuni moderni
Costruire a Roma (sia dentro le mura, sia fuori, sia dentro il raccordo, sia fuori) porta a percorrere sempre nuovi tragitti.
Ponte di Nona, un quartiere simbolo della nuova edificazione periferica di Roma è l’ultimo, splendido, esempio di quanto ancora della storia dell’Urbe è celato agli occhi di noi comuni moderni.
500 metri di uno splendido basolato perfettamente conservato, databile in un intervallo temporale tra il I sec. a.C. ed il I sec. d.C. (lo stesso periodo che caratterizza il tratto di Prenestina antica, ed i mausolei che su di essa si affacciano, scoperti poco tempo fa nei pressi di via di Tor Tre Teste, caratterizzata da un’intensa vicenda di volontà di valorizzazione già descritta in precedenza proprio da questo stesso giornale).
Mezzo miglio di Collatina antica, strada importante, importantissima per il sistema viario, in particolare per il comparto commerciale, che relazionava l’area prenestino-tiburtina, con le sue fattorie produttive e i centri considerati minori da noi moderni, ma fondamentali nella regione orientale romana (Caenina e Collatia, tra i tanti, ne sono due fulgidi esempi).
A testimonianza dell’importanza della strada, e dei traffici commerciali che su di essa si svolgevano, le misure e l’accuratezza costruttiva emerse dallo scavo.Larga 2,40 m. consentiva, infatti, il traffico nei due sensi di marcia, la regolarità dei basoli, per dimensioni e posa in opera, ha fatto sì che nei secoli successivi alla sua costruzione la strada sia stata utilizzata anche come cava a cielo aperto.
L’antica strada al centro di un grande parco pubblico attrezzato da via Grappelli al Centro commerciale Roma Est entro dicembre 2015
Mezzo miglio quindi di suggestioni, di ricordi e di memorie passate. Mezzo miglio di strada romana inserito in ben 22 ettari di area verde che, nell’idea e nella volontà progettuale del Comune di Roma, della Sovrintendenza e della società che ha costruito il centro commerciale di Roma Est (la Master Engineering del gruppo Bonifati), dovrebbe costituire il centro di un grande parco pubblico attrezzato (con percorsi pedonali, piantumazione di alberi, area giochi bambini) che si dovrebbe estendere dalla vasta zona verde a sinistra di via Grappelli, andando verso il centro commerciale, fino al laghetto, più a valle.
Per la verità l’inizio dei lavori della grande area destinata al verde pubblico è datata al giugno del 2013, ma i tempi, non solo a causa degli scavi archeologici (per una volta tanto), ma anche, e soprattutto per l’autorizzazione dell’utilizzo delle risorse idriche presenti in falda, si sono allungati fino a giungere all’estate attuale.
La convenzione urbanistica Ponte di Nona – Lunghezza M2 prevedeva come opera a scomputo proprio il parco archeologico, ma ancora non si era visto nulla nonostante fossero passati alcuni anni dall’apertura di Roma est. Invece pare che adesso sia la volta buona. Gli scavi archeologici dovrebbero essere ultimati entro ottobre. Subito dopo inizieranno quelli per la realizzazione di tutto il parco, che il gruppo di Bonifati conta di realizzare nell’arco di un anno. Consegna prevista, quindi, entro dicembre 2015.
Tra poco più di un anno, un’altra porzione della corona vicinale urbica (un intero sistema di piccoli villaggi e città costruiti intorno a Roma, a mo’ di anello) recuperata e valorizzata grazie alla sinergia tra pubblico e privato potrà essere vissuta, utilizzata, valorizzata dalla poopolazione della periferia Est di Roma.
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