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Quattromila negozi verso la chiusura e dodicimila posti di lavoro a rischio

Lo sconfortante risultato di un’indagine condotta dalla Confesercenti

A Roma chiuderanno quattromila negozi e dodicimila posti di lavoro sono a rischio nel settore del commercio. Questo è lo sconfortante risultato di un’indagine condotta dalla Confesercenti.
Sempre secondo l’associazione di categoria l’apertura di due mega centri commerciali, uno ad est ed uno a sud recupereranno a mala pena 500 di questi negozi. I posti a rischio sono dovuti sia alla diminuzione dei turisti che alla riduzione degli affari non solo in periferia ma anche in centro. I saldi estivi, lo aveva rilevato anche la Confcommercio, hanno registrato un autentico crollo rispetto allo scorso anno. Ma soprattutto hanno messo in ginocchio il piccolo commercio, la forte riduzione dei consumi (ci sono difficoltà già nella terza settimana) e l’assurda apertura di nuovi ipermercati che hanno assestato la botta finale.
Secondo l’indagine della Confesercenti nel 2008 chiuderanno 4.000 esercizi commerciali: 500 in centro, il resto negli altri quartieri all’interno del Grande raccordo. Per Walter Giammaria queste serrande abbassate non si rialzeranno, almeno per ora. “Poi ci sono i subentri, i cambi di gestione, che avvengono anch’essi soprattutto nelle strade commerciali e che comunque non sono un segno di buona salute. Abbiamo anche calcolato i contraccolpi sull’occupazione causati da questo 2008 di chiusure: in totale, stiamo parlando di 12.000 posti a rischio”.
Secondo la Confesercenti altre cause della crisi del commercio sono: l’aumento dei canoni di locazione dei negozi, il calo del turismo (per i commercianti del centro storico, soprattutto), il crollo dei consumi già alla terza settimana, perfino per gli alimentari. A soffrire moltissimo è anche l’abbigliamento (quello in cui la crisi ha causato più chiusure).
I conti sempre più in rosso delle famiglie hanno scoraggiato di molto gli acquisti: dopo le bollette, il mutuo o l’affitto, molte famiglie a fine mese devono pagare l’Adsl, la pay tv, la ricarica del telefonino. E si risparmia su altro. Secondo Walter Giammaria della Confesercenti “Anche il franchising fatica, così subentra la gestione diretta della casa madre. In altri termini: stanno scomparendo i commercianti romani, nei migliori dei casi si trasformano in direttori dei negozi. Dipendenti”.
E le prospettive sono tutt’altro che confortanti basta leggere il Il rapporto Ref/Confesercenti, presentato il 12 settembre a San Martino in Campo in occasione del Meeting annuale di Confesercenti.
Il rapporto Ref/Confesercenti
Rivede ulteriormente al ribasso per l’Italia le stime di crescita (per quest’anno prossima a zero) ed in peggioramento quelle di deficit rispetto le previsioni annunciate a fine luglio.
Secondo il rapporto, l’Italia è frenata da una domanda interna in ulteriore restringimento mentre segnali incoraggianti vengono dal ridimensionamento del prezzo del petrolio e dall’inflazione vista in rallentamento il prossimo anno.
In particolare il Pil 2008 è visto a +0,1% (dalla previsione di +0,4% del rapporto del 24 luglio scorso), nel 2009 a 0,8% (confermato). I prezzi al consumo sono visti al 3,6% quest’anno (confermato), al 2,6% nel 2009 (in lieve discesa dal precedente 2,8%). Il deficit/Pil nel 2008 è visto al 2,3% (dal 2,1%), nel 2009 al 2% (da 1,7%).
Per quel che riguarda i consumi sono visti a -0,4 nel 2008 e più 0,5% nel 2009. In particolare: i beni durevoli a -3,1% e -0,9%, i beni semidurevoli a -0,4% e +0,5%, i non durevoli a -1,0% e 0,0, i servizi a +0,6% e +1,1%.
Per il Ref "il 2009 risulta in sostanza un anno di blanda ripresa, con alcuni segnali di recupero, ma ancora insufficienti a far sì che si materializzino le condizioni per un vero rafforzamento del ciclo".
In particolare, in Italia "nei mesi a venire l’economia sarà ancora molto debole" con "un moderato recupero nel corso del 2009, guidato dal rientro delle tensioni sui mercati primari, da una domanda internazionale in lieve ripresa, e da un cambio del dollaro in apprezzamento rispetto all’euro".
Per il Ref il settore petrolifero è visto "in un’ipotesi parzialmente incoraggiante, con una discesa abbastanza marcata rispetto ai massimi raggiunti nel corso delle prime settimane di luglio".
Sul fronte del credito "per alcuni anni è probabile che gli istituti creditizi resteranno abbastanza prudenti nell’erogazione di credito al settore privato".
Per quel che riguarda gli Usa "proponiamo un quadro moderatamente ottimista, nel senso che escludiamo che l’economia entri in recessione" e che "la crisi immobiliare in senso stretto sia prossima al termine".
Per Confesercenti, che ha commissionato e presentato il rapporto, "la domanda interna resta l’anello debole", "non ci sono alternative a tagli di spesa incisivi" e "soprattutto diciamo un chiaro no ad un federalismo che aumenti ancora il già insopportabile prelievo fiscale. E’ imperativo che le tasse, per famiglie ed imprese, vadano gradualmente ridotte".

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