

In tre immobilizzano la vittima in via Cattaneo. Un malvivente catturato grazie alle telecamere, caccia ai due complici
Ancora violenza nel quadrante della Stazione Termini. Nel pomeriggio del 19 febbraio 2026, in via Carlo Cattaneo, nel cuore dell’Esquilino, un turista cinese è stato accerchiato e rapinato con una tecnica tanto rapida quanto brutale.
Un’azione fulminea, studiata nei dettagli, che riporta l’attenzione sulla sicurezza nelle zone a più alta densità turistica della Capitale.
Tre uomini entrano in azione come una squadra rodata. Due bloccano la vittima alle spalle, immobilizzandola.
Il terzo affonda il colpo: un gesto secco, violento, e l’orologio – del valore stimato di circa 3.000 euro – sparisce dal polso del turista.
È la cosiddetta rapina “a morsa”: accerchiamento, immobilizzazione, strappo. Tutto si consuma in una manciata di secondi. Poi la fuga, tra i vicoli dell’Esquilino.
Ma questa volta il piano non fila liscio. Una pattuglia della Polizia di Stato, impegnata nei controlli rafforzati nell’area di Termini, intercetta uno dei presunti responsabili mentre tenta di confondersi tra i passanti.
L’uomo prova a negare, ma a incastrarlo sono le immagini delle telecamere di videosorveglianza – pubbliche e private – che avrebbero ripreso l’intera sequenza dell’aggressione, cristallizzando ruoli e movimenti.
Per lui è scattato l’arresto con l’accusa di rapina aggravata in concorso, già convalidato dall’autorità giudiziaria.
Le indagini proseguono per risalire agli altri due componenti del gruppo.
Gli investigatori stanno analizzando ulteriori filmati e incrociando dati per ricostruire la rete di contatti.
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