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Reddito minimo: approvato il regolamento attuativo

Probabili entro l'estate i primi sussidi. Cassa integrazione straordinaria a +400%. Marrazzo: la crisi esiste e non si risolve con le parole

La legge sul reddito minimo garantito brucia le tappe e corre veloce verso il traguardo. Dopo l’approvazione del documento legislativo – 4 marzo 2009 – è arrivato il via libera anche per il Regolamento Attuativo – 27 aprile 2009 –, che si occupa dei dettagli e delle specifiche ed è dunque fondamentale per l’entrata in vigore della legge. La Commissione di Concertazione e il Comitato Istituzionale Regionale hanno detto sì a quella che è considerata una piccola rivoluzione sociale, unica nel suo genere in Italia, che Piero Marrazzo e tutto il centrosinistra hanno avuto il coraggio di portare avanti in questi mesi di crisi. Una risposta reale per moltissime famiglie.

Con la formalizzazione del Regolamento, infatti, disoccupati, inoccupati e precari vedono concretizzarsi sempre di più il miraggio del reddito sociale che aprirebbe le porte non solo a nuove possibilità d’investimento (un’autovettura, una piccola casa, un corso di formazione…) ma anche alla possibilità di un futuro familiare più certo e stabile. “Il Lazio – si legge nella nota della Regione – si propone come regione pilota per una nuova stagione di diritti sociali, che intende contrastare le nuove forme di precarietà e di povertà generate dalle trasformazioni produttive e sociali vissute da milioni di donne e di uomini”. Quello che sperano il presidente Marrazzo e l’assessore al Lavoro, Pari Opportunità e Giovani, Alessandra Tibaldi, è che questa manovra si possa estendere a tutta Italia, ridefinendo le politiche di welfare e dando finalmente ai cittadini una vera riforma sociale degna di questo nome.

“Ora – dichiara ancora Tibaldi – il regolamento passerà rapidamente al vaglio prima del Crel e del Cal, per i pareri di merito (il Consiglio Regionale dell’Economia e del Lavoro e il Consiglio delle Autonomie Locali, i due organi consultivi sull’economia e sul rapporto con gli Enti locali della Regione. N.d.a.), e poi della Giunta, per la piena approvazione. A quel punto questo importante provvedimento legislativo, del tutto innovativo nelle politiche di welfare e del lavoro, potrà concretamente iniziare la sua fase di sperimentazione per le prime migliaia di beneficiari. A regime, e con la disponibilità di maggiori risorse finanziarie, contiamo di trasformare questo strumento in un efficace intervento strutturale contro la precarietà di vita e di lavoro".

È indubbio, dunque, che maggiori saranno gli investimenti del Governo centrale in questo segmento e maggiori saranno i benefici per i cittadini, in termini economici reali. Ma dalla maggioranza di Berlusconi non sembrano arrivare segnali positivi in merito, e la cosa non stupisce. Il Governo, infatti, reputa inefficaci tali soluzioni e continua a battere sul terreno degli ammortizzatori sociali, ma non sembra esserci un vero progetto anticrisi. Un ritornello che è un classico della politica italiana dell’ultimo ventennio; un contenitore vuoto, uno specchietto per le allodole. Invece per il presidente Marrazzo e l’assessore Tibaldi la cosa è fattibile, e lo stanno dimostrando coi fatti. La speranza, ovviamente, è che tutta la manovra non perda l’identità originale col passar del tempo, e che non si trasformi in un “contentino” per poche centinaia di persone. Ma quello che conta, ora, è che si sia presa questa strada. Una strada che va incontro a migliaia di famiglie e giovani, e che dà speranza e voglia di rimettersi in gioco ricominciando a vivere.

“Speriamo che già prima dell’estate sia possibile l’erogazione delle risorse ai potenziali beneficiari” hanno dichiarato Claudio Di Berardino e Amalia De Sanctis, segretario generale e segretaria regionale della Cgil Roma e Lazio. Se i successivi passaggi legislativi procederanno con la stessa rapidità, sottolineano infatti i due segretari, la tempistica è verosimile. “L’attesa è molto alta”, dicono, e sono già tantissimi i cittadini che ne parlano o si informano, giorno per giorno, segno che le difficoltà economiche sono tutt’altro che leggere. Il reddito minimo, concludono poi, “non e’ sicuramente la soluzione, ma una prima risposta che, se collegata a politiche attive del lavoro, come ad esempio la formazione, può aprire possibilità di inserimento lavorativo”. Sperando poi che Province e Comuni non vanifichino tutto con rallentamenti e stop burocratici, e si ricordino inoltre che nella legge regionale è prevista la possibilità di agevolazioni sul piano dei servizi pubblici che Province e Comuni potranno gestire in autonomia, e che serviranno ad integrare il reddito minimo e fornire così ulteriori vantaggi a disoccupati, inoccupati e precari.

Secondo il presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, è fondamentale una “risposta dal basso” che significa, nelle prospettive del presidente: accesso e garanzia di credito, reddito minimo, formazione permanente e una strategia di grandi lavori pubblici. Dalla crisi economica finanziaria, ha dichiarato, si è passati a quella economica reale, che non si può risolvere con le parole – alludendo a quelle del premier Berlusconi e del ministro Tremonti che hanno recentemente sostenuto il superamento del periodo peggiore della crisi –. E i dati, purtroppo, sono confermati dalla Cgil. Nel primo trimestre del 2009, infatti, la cassa integrazione e guadagni straordinaria (Cigs) del Lazio e della Capitale ha avuto un boom del 402%, mentre quella ordinaria (Cig) è cresciuta del 19%. La disoccupazione sale di 0,2 punti percentuale e il settore più colpito è il commercio, con 26mila posti di lavoro in meno. Per Claudio Di Berardino si tratta di una crisi “che non è finita”.

Per Piero Marrazzo, allora, la medicina è ben diversa da quella prospettata dal Governo – che in verità non sembra aver mai avuto un vero piano anticrisi. “Bisogna trovare da un lato strumenti come reddito minimo garantito e formazione permanente, dall’altro, strumenti che guardano al futuro come politiche di garanzie al credito e grandi lavori pubblici”. Il Lazio e Roma hanno la possibilità di uscire da questa crisi, conclude poi il capo della maggioranza di centrosinistra della Regione Lazio, puntando sulle grandi opere pubbliche. Due i vantaggi: rilanciare le economie locali e regionale e dotare il territorio di nuove e moderne infrastrutture.

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