Categorie: Archeologia Cronaca
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Ritrovato il caposaldo B di Secchi sull’Appia Antica

Dopo 13 anni dalla scoperta del primo caposaldo, gli studiosi portano alla luce il secondo che consentì la misurazione dello stato pontificio

Nel XIX secolo lungo la via Appia l’astronomo Angelo Secchi, uno dei padri fondatori dell’astrofisica, aveva posto dei caposaldi per le misurazioni della rete geodetica per conoscere la forma e la misura della stessa terra. Attraverso la determinazione della lunghezza del grado di meridiano tra Roma e Rimini, le misurazioni avrebbero permesso la stesura della cartografia moderna dello Stato Pontificio. Fino a pochi mesi fa gli studiosi erano a conoscenza solo del caposaldo A, ritrovato nel 1999, che si trova a pochi passi dalla maestosa tomba di Cecilia Metella, mentre ignoravano il caposaldo B venuto alla luce proprio qualche giorno fa presso la torre in localita’ Frattocchie di Marino.

La scoperta è stata possibile grazie all’opera di collaborazione avviata tra il Dipartimento di Matematica e Fisica dell’Universita’ Roma Tre, la Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio, la Sezione Epigrafica dei Musei Vaticani, il Parco Regionale dell’Appia Antica e Legambiente.

Il ritrovamento è di grande importanza perché, grazie anche alle moderne tecnologie GPS, permetterà di approfondire le conoscenze storico-scientifiche sulle misure che furono il fondamento della rete geodetica italiana e della cartografia nazionale. La tecnica utilizzata per trovare il caposaldo è quella del Georadar (GPR-Ground Penetrating Radar).

Si tratta di un metodo di indagine non invasiva utilizzata in archeologia che investiga il sottosuolo per mezzo di impulsi elettromagnetici di breve durata (tipicamente dell’ordine dei nanosecondi), che permette di individuare strutture sepolte a piccola profondità (solitamente alcuni metri), attraverso la produzione di immagini 2D e 3D delle anomalie misurate.

Una tecnica efficace e innovativa anche se presenta degli svantaggi specialmente per il rilievo di materiali ad elevato assorbimento della radiazione elettromagnetica (es. argille), ma in questo caso si è dimostrato un metodo davvero utile. 

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