

Sequestrati numerosi ristoranti napoletani. Costantino: "Roma è una città di mafie"
Una maxi operazione anti camorra, in Campania, Lazio e Toscana ha portato nella giornata di oggi 22 gennaio all’arresto di 90 persone appartenenti al clan camorristico Contini e al sequestro di beni immobili e attività per 250 milioni di euro.
A Roma, attraverso una catena di ristoranti dai nomi partenopei come ‘Pummarola e Drink’, ‘Zio Ciro’, ‘Frijenno’, concentrati nel centro storico e appartenenti per gran parte alla famiglia Righi, luogotenente dei Contini a Roma, si era creata un’importante organizzazione per il riciclaggio di denaro sporco.
Tra gli arrestati il 58enne boss Edoardo Contini, già detenuto nel carcere di Terni e il cognato Patrizio Bosti, 49 anni, rinchiuso nel Centro penitenziario di Parma.
Durante l’operazione Giuseppe Cristarelli di 43 anni, mentre era in corso una perquisizione domiciliare nei suo confronti, dopo aver aperto una finestra, si è gettato dal quarto piano della sua abitazione di via Guido Banti ed è deceduto sul colpo.
“Desidero ringraziare la Direzione Nazionale Antimafia, l’Arma dei Carabinieri e in particolare gli uomini e le donne del Comando Provinciale di Roma per l’operazione portata a termine oggi – commenta il Sindaco Marino mentre ricorda l’attenzione alla legalità dell’amministrazione e il patto siglato con la Guardia di Finanza.
“A ogni singolo agente impegnato nel prezioso lavoro di tutela della legge – afferma – rinnovo il plauso della Giunta e mio personale.
«Piena soddisfazione per l’importante operazione è espressa anche da Celeste Costantino, deputata di Sinistra Ecologia e Libertà che non nasconde tuttavia la sua preoccupazione.
«C’è chi sostiene ancora – dichiara Costatino – che si possa parlare di “infiltrazioni” a Roma. Sono gli stessi che ancora credono che nella Capitale ci siano delle piccole bande criminali che giocano a imitare i vecchi boss della Magliana; sono gli stessi che dicono che le mafie sono dei corpi esterni che cercano di inserirsi nel tessuto economico della città. Non è così. Le mafie a Roma sono radicate da decenni – continua Celeste Costantino – Ogni operazione delle forze dell’ordine e della magistratura non fa altro che svelare una verità che alla politica, alla finanza e ai romani fa male: Roma è una città di mafie».
«È importante rompere il silenzio e l’omertà, cominciando a riconoscere che nella Capitale si consuma la sintesi perfetta tra narcotraffico, usura, politica, economia, professionisti, imprenditori, palazzinari e pezzi di istituzioni corrotte – dichiara la deputata di Sel – Un vero e proprio sistema di potere che ha nella clientela, nella corruzione e nel riciclaggio il cuore delle sue attività illecite».
«Alla politica, spesso troppo distratta, il compito di abbandonare l’antimafia di maniera e iniziare una strada di sensibilizzazione, responsabilità e buone pratiche contro i clan – conclude Celeste Costantino – Non è possibile continuare a delegare l’antimafia alle forze dell’ordine e alla magistratura: ognuno faccia la sua parte, e la politica non continui a indietreggiare e si assuma fino in fondo la responsabilità del cambiamento e della lotta alle mafie».
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