Roma al tempo di Caravaggio

La mostra, inaugurata il 16 novembre 2011 a Palazzo Venezia, resterà aperta sino al 5 febbraio 2012
di Mariangela Di Serio - 21 Novembre 2011

Presentata la mostra “Roma al tempo di Caravaggio 1600-1630” che sarà ospite a Palazzo Venezia dal 16 novembre al 5 febbraio 2012 (Apertura straordinaria il 25 dicembre 2011 e il 1° gennaio 2012 con orario continuato dalle 13.30 alle 19.00).

“La mostra non doveva chiamarsi ‘Roma al tempo di Caravaggio’ ma ‘Non solo Caravaggio’”. Così ha esordito Rossella Vodret, la curatrice della mostra durante la conferenza stampa di presentazione avvenuta martedi 15 novembre nella Sala di Palazzo Venezia dove è stata allestita la mostra e dove sarà aperta al pubblico dal 16 novembre, giorno dell’inaugurazione al 5 febbraio 2012.
“La mostra – continua la Vodret- vuole proprio evidenziare il numero di artisti provenienti da tutto il mondo, che hanno operato in quell’epoca. Per questo motivo la volevo intitolare ‘ Non solo Caravaggio’. E’ una mostra del tutto nuova che per la prima volta prende in esame il momento cruciale della pittura italiana, che nasce nel XVI secolo in una Roma ancora in crisi per lo scisma luterano e che si sviluppa successivamente sotto il regno dei Papi che si sono succeduti in quel tempo”.

L’esposizione di circa 140 dipinti provenienti dai maggiori musei italiani e stranieri, alcuni mai esposti in Italia, ricostruisce il tessuto connettivo del panorama artistico della città di Roma in cui visse Caravaggio e si apre con il confronto tra Caravaggio e Annibale Carracci su ‘La Madonna di Loreto’, quadro dipinto da entrambi gli artisti e che rispecchia le differenze stilistiche tra i due.
Il bolognese Carracci, capo indiscusso della corrente classicistica e il lombardo Caravaggio, creatore di una rivoluzionaria forma artistica della realtà.

Riprende la Vodret: “ Con il maestro Pizzi, che si è occupato dell’allestimento della mostra abbiamo pensato di divedere la mostra in diversi settori. Il primo ordinato secondo la provenienza regionale degli artisti, il secondo in base alla divisione tra opere pubbliche e private ed il terzo che riguarda i caravaggeschi ordinati cronologicamente, tra cui spiccano Bartolomeo Manfredi e Carlo Saraceni.

La mostra chiude con l’Allegoria d’Italia dipinta nel 1629 per i Barberini dal francese Valentin, l’ultimo caravaggesco rimasto a Roma, dove morirà nel 1632.
Molto importante è anche la presenza in mostra del “S. Agostino”, recentemente attribuito a Caravaggio dal critico d’arte Silvia Danesi Squarzina e sul quale è recentemente è nata una discussione tanto da prevedere in gennaio, una giornata di studi con tutti i protagonisti della querelle sull’attribuzione.

Il maestro Pier Luigi Pizzi, famoso per le sue scenografie teatrali ed allestitore della mostra ha dichiarato: “Ringrazio la Sopraintendenza Speciale per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della Città di Roma, tutto lo staff che ha lavorato con noi, è stato delizioso lavorare con restauratori e parlare di arte e bellezza. Come sappiamo c’è un grande sforzo dietro ogni impresa, ringrazio Rossella Vodret per quest’avventura, tra noi c’è subito stata un’intesa perfetta. Abbiamo discusso con armonia sulla cronologia di alcune sale. Il confronto tra Caravaggio e Carrocci è molto importante. In questa enorme sfilata di quadri non c’è mai un paesaggio, è l’uomo il centro della scena, con le sue strazianti solitudini. L’obiettivo è quello di portare il visitatore a stretto contatto con il quadro e far arrivare il patrimonio artistico nel modo più diretto. Ho portato la mia esperienza del teatro con un messaggio di emozione e bellezza”.

Non potevano mancare gli interventi delle istituzioni pubbliche. Il sottosegretario ai Beni Culturali Francesco Giro ha affermato: “Questa è la mia ultima conferenza stampa, ringrazio la Sovraintendenza con cui ho collaborato per due anni, i miei collaboratori, il maestro Pizzi. Stiamo organizzando a Roma diverse mostre, anche a palazzo Sciarra. Ringrazio anche l’ex ministro della Cultura Francesco Rutelli, che portò avanti il progetto della restaurazione di palazzo Barberini che terminerà nel 2012 e ospiterà la Pinacoteca Nazionale. Ringrazio la sovrintendenza che deve difendere il patrimonio culturale e il paesaggio nazionale. E’ un compito che viene affidato allo Stato per legge e Costituzione”.


Dicci cosa ne pensi per primo.

Commenti