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Roma, inaugurata La Casa della Comunità ‘Villaggio Prenestino’

L’edificio è stato oggetto di un intervento radicale

È stata inaugurata oggi la Casa della Comunità di Villaggio Prenestino, una struttura completamente rinnovata che rappresenta un traguardo significativo per il territorio della Roma Est.

Alla cerimonia hanno partecipato il Presidente della Giunta Regionale del Lazio, Francesco Rocca, il Presidente del VI Municipio Nicola Franco, il Vicepresidente della Camera dei Deputati, Fabio Rampelli e la Direzione Strategica della ASL Roma 2, composta dal Direttore Generale Francesco Amato, dal Direttore Sanitario Maria Cedrola e dal Direttore Amministrativo Mirella Peracchi e la vicepresidente della Regione Lazio, Roberta Angelilli.

La Casa della Comunità di Villaggio Prenestino è la seconda struttura di questo tipo attivata nel territorio municipale, dopo quella di via delle Averle. Il quadrante del IV Municipio ottiene così un nuovo presidio socio-sanitario, pensato per rafforzare la rete dei servizi territoriali e rispondere alle esigenze di un’area che registra carenze di medicina primaria.

Tali criticità sono oggi al centro di un progressivo processo di soluzione, grazie anche ai nuovi bandi destinati ai Medici di Medicina Generale per le zone carenti, che contribuiranno a migliorare l’accessibilità ai servizi di prossimità.

Per questo, la Casa della Comunità Villaggio Prenestino, è la prima Casa della Comunità della ASL Roma ad ospitare, al suo interno, un medico di medicina generale che in questo modo è diventato un riferimento assistenziale di cure primarie, rivolto ai cittadini di questo quadrante, in ottemperanza a quanto disposto nel DM 77/2022.

La nuova struttura ospita un Punto Unico di Accesso (PUA), gli sportelli polifunzionali, una rinnovata area di radiologiaambulatori specialistici, il servizio di Assistenza Domiciliare Integrata (ADI) e l’Infermiere di Comunità, figura che svolge un ruolo decisivo nel collegamento con la rete territoriale.

La Casa della Comunità integra, inoltre, servizi socio-sanitari e attività di volontariato sociale, con l’obiettivo di garantire una presa in carico completa del cittadino sia sul piano sanitario sia su quello sociale, secondo i modelli più avanzati di sanità territoriale.

Ad aprire gli interventi istituzionali, il Direttore Generale della ASL Roma 2, Francesco Amato, che, dopo aver salutato e ringraziato, I presidenti di Municipio e di Regione, ed i consiglieri regionali Rotondi e Ghera intervenuti, ha dichiarato: “Continuiamo a lavorare nelle periferie di Roma sud est perché è qui che il sistema sanitario mostra davvero universalità ed equità. Questa struttura ha un valore particolare, perché stiamo cercando di creare una rete di assistenza ed ina rete funziona solo se esiste un’etica organizzativa e professionale. Abbiamo riorganizzato la ASL Roma 2 per dare standard chiari alla medicina territoriale, ma serve un cambio culturale: il paziente non appartiene a nessuno, appartiene alla rete che se ne prende cura. La norma ha dato ordine, ora tocca ai professionisti dare qualità”.

La parola al Presidente del VI Municipio Le Torri, Nicola Franco, che ha osservato: “Questa è la terza o quarta occasione che inauguriamo o parliamo di sanità in questo territorio. L’inaugurazione che abbiamo fatto già alla Casa della Comunità di via delle Averle che a breve aprirà, il progetto ANCHISE che è un progetto di assistenza domiciliare che noi faremo grazie alla Regione Lazio ed ai fondi messi a disposizione dal nostro Presidente Francesco Rocca e dalla sua giunta, per assistere gli over 65 che in questo territorio rappresentano una fragilità importante, ed oggi siamo qui ad inaugurare la seconda di quattro case della comunità che apriranno su questo territorio. Voglio fare i miei complimenti al Direttore Generale ma per lui a tutta la struttura sanitaria della ASL Roma 2 e del distretto sanitario 6 perché qui veramente ci hai regalato un’eccellenza a 360 gradi. Qui c’è una squadra che funziona proprio benissimo, quindi merito del Direttore Generale arrivato da poco”.

Il Presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, nel suo intervento, ha aggiunto: “Noi sappiamo che lo sviluppo e il benessere di una comunità passano dalla garanzia del diritto alla salute, e per questo essere presenti nei territori che affrontano le sfide più grandi è una priorità. Ho tenuto la delega perché è una responsabilità politica: nessuno potrà dire che è colpa di qualcun altro. Dietro i numeri di un municipio ci sono nomi e cognomi, padri, madri, figli che hanno bisogno di risposte. Ogni segnalazione è una richiesta reale e io chiedo ai direttori di garantire tempi ragionevoli. È una sfida lunga, non si risolve con la bacchetta magica”.

Infine, la chiusura del Vicepresidente della Camera dei Deputati, Fabio Rampelli, che ha portato il suo saluto evidenziando l’importanza del lavoro in corso nel settore sanitario regionale.

Grazie all’impegno del Presidente Francesco Rocca e al lavoro costante rivolto alla sanità, si stia dando concretezza a impegni attesi da tempo dai cittadini. Rampelli ha rivolto un ringraziamento al Presidente Rocca, al Direttore Generale Francesco Amato e al Presidente del Municipio Nicola Franco ricordando che, mentre in molte parti d’Italia le Case della Comunità faticano a vedere la luce, in questo quadrante si è già arrivati alla seconda inaugurazione, con una terza in programma a breve.

Ciò testimonia la volontà di avvicinare la sanità ai cittadini e di costruire un sistema di prossimità capace di rispondere meglio ai bisogni degli utenti. Rampelli ha evidenziato inoltre la necessità di creare alternative per ridurre il sovraffollamento dei pronto soccorso, un obiettivo che si sta perseguendo con coerenza di pensiero, strategia e operatività. Ha concluso esprimendo soddisfazione per il percorso intrapreso e ringraziando tutti i presenti.

La giornata rappresenta un momento di forte valore istituzionale e comunitario, confermando l’impegno della ASL Roma 2 nello sviluppo di una rete di servizi di prossimità, moderni, accessibili e integrati, capaci di accompagnare i cittadini nei loro bisogni quotidiani di salute e assistenza.

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