

La Giunta capitolina ha approvato una delibera che ridisegna i servizi del Polo Alzheimer di Roma Capitale, introducendo per la prima volta interventi individuali a domicilio
Un nuovo paradigma per l’assistenza ai malati di Alzheimer nella Capitale: non più solo centri diurni, ma una rete di supporto che entra direttamente nelle case delle famiglie più colpite.
La Giunta capitolina ha approvato una delibera cruciale che ridisegna i servizi del Polo Alzheimer di Roma Capitale, introducendo per la prima volta interventi individuali a domicilio dedicati a chi versa in condizioni di particolare gravità.
La vera svolta strutturale risiede nel superamento della frammentazione amministrativa. Grazie a un protocollo d’intesa siglato con le tre Asl romane, il Polo cittadino garantisce oggi un servizio omogeneo su tutto il territorio comunale.
Questo significa che i cittadini non sono più vincolati alla residenza nel proprio Municipio per accedere alle cure: il sistema è diventato “cittadino”, abbattendo le barriere territoriali e le differenze di integrazione sociosanitaria.
Il Polo Cittadino Alzheimer si articola su 16 presidi, suddivisi tra 7 centri dipartimentali e 9 municipali. Con il nuovo provvedimento, la capacità assistenziale subisce un incremento significativo:
Assistenza Domiciliare: vengono istituiti 140 nuovi servizi di supporto per i pazienti gravi che non possono frequentare i centri.
Posti nei Centri: si confermano i 214 posti nei centri dipartimentali e i 184 in quelli municipali.
Capacità Totale: complessivamente, Roma sarà in grado di assistere 538 persone, garantendo continuità di cura anche in caso di peggioramento delle condizioni cliniche.
L’Assessora alle Politiche Sociali e alla Salute, Barbara Funari, ha sottolineato come la delibera punti a offrire un aiuto concreto e gratuito in un percorso spesso “difficile e doloroso” per i familiari. Tra le novità più rilevanti spicca infatti la totale gratuità del servizio, che include ora anche il pasto e il trasporto.
Oltre all’assistenza diretta al malato, i centri si confermano punti di riferimento essenziali per il sostegno psicologico dei caregiver e per ricevere orientamento sulle modalità di gestione quotidiana della patologia.
Per garantire standard assistenziali elevati, il Dipartimento Politiche Sociali ha programmato un piano di formazione continua della durata di quattro anni rivolto a tutti gli operatori del settore, incentivando l’aggiornamento costante delle competenze professionali in un ambito così delicato.
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