

Il nuovo sistema sarà introdotto in tutti i cantieri pubblici con importi superiori a 1,5 milioni di euro
Addio alle presenze “a voce” e agli elenchi improvvisati scritti su fogli volanti. Nei cantieri della Capitale e della sua provincia arriva un nuovo strumento digitale che promette di rivoluzionare la sicurezza, la legalità e la trasparenza: il badge elettronico di cantiere. Una piccola tessera, ma dal grande potenziale.
Il nuovo sistema sarà introdotto in tutti i cantieri pubblici con importi superiori a 1,5 milioni di euro, grazie a un protocollo innovativo sottoscritto da sindacati, associazioni datoriali e istituzioni.
L’obiettivo è chiaro: monitorare presenze e orari di lavoro, evitare infiltrazioni, tutelare i lavoratori e fare chiarezza su chi realmente opera ogni giorno nei luoghi più pericolosi del lavoro urbano.
Il badge sarà in formato digitale, collegato a una piattaforma online accessibile alle Casse edili, alle stazioni appaltanti e all’Ispettorato del lavoro. Ogni accesso sarà tracciato: lavoratori subordinati, autonomi, interinali e anche quelli in distacco dovranno registrarsi con il loro chip. Nessuna eccezione, nessuna zona grigia.
La sperimentazione partirà nei prossimi mesi e durerà sei mesi, con l’intento di estendere il protocollo anche ai cantieri sopra i 500mila euro. Roma Capitale sarà incaricata di vigilare sull’applicazione del sistema, rendendo di fatto la città un laboratorio nazionale per una nuova edilizia trasparente.
“Un modello virtuoso – ha dichiarato Antonio Ciucci, presidente di Ance Roma-Acer – che segue l’esempio delle opere giubilari. Roma si conferma capofila nella lotta per la legalità nei cantieri”. Per il sindacato è un traguardo storico. “È una buona notizia per tutto il Paese – ha sottolineato Alessandro Genovesi della Cgil nazionale – e un esempio da esportare ovunque, dopo i risultati positivi nei cantieri post-sisma del 2016”.
“La tessera garantirà inquadramenti corretti, rispetto dei contratti e trasparenza nell’uso dei fondi pubblici” ha aggiunto Diego Piccoli, Fillea Cgil Roma e Lazio. Per Nicola Capobianco, Filca Cisl Roma, si tratta di “un salto di qualità vero su legalità e sicurezza, con il coinvolgimento concreto degli enti paritetici”. E Vito Panzarella di FenealUil guarda già avanti: “Questo strumento va esteso anche ai cantieri privati. La tecnologia può essere il nostro alleato nella lotta alla precarietà”.
La speranza condivisa è che il badge diventi presto uno standard nazionale, soprattutto in un settore, come quello edile, dove troppo spesso si assiste a infortuni gravi e irregolarità diffuse. In una città dove si costruisce per il Giubileo e si riscrive il volto di interi quartieri, garantire trasparenza e diritti non è un’opzione, ma una responsabilità.
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