

Danneggiati un bar, diverse auto e il portone di un palazzo. Indagini in corso per accertare la matrice dei gesti
Non c’è tregua per le periferie romane, dove il silenzio della notte è stato rotto da due esplosioni violentissime, capaci di far tremare palazzi e svegliare interi quartieri.
Due episodi distinti, avvenuti a chilometri di distanza l’uno dall’altro, ma uniti da una dinamica inquietante: ordigni artigianali ad alto potenziale piazzati per colpire obiettivi precisi.
Il primo allarme è scattato nel Municipio III, al Tufello. Era ancora notte fonda quando un’esplosione improvvisa ha fatto sobbalzare i residenti di via Monte Serino.
Una bomba carta era stata collocata davanti all’ingresso di un bar, trasformando in pochi istanti la strada in uno scenario di devastazione.
La deflagrazione ha sventrato la serranda del locale, piegandola su se stessa, e ha danneggiato due auto parcheggiate a ridosso dell’esercizio commerciale. I vetri hanno tremato nei palazzi vicini, mentre le chiamate al 112 si sono moltiplicate.
Sul posto sono arrivati gli agenti della Polizia di Stato per i primi accertamenti. Per fortuna, l’orario notturno ha evitato il peggio: nessun ferito, solo tanta paura.
Gli investigatori stanno ora cercando di dare un senso all’accaduto. Tra le ipotesi al vaglio ci sono quelle di un gesto intimidatorio, forse legato a una richiesta estorsiva, o di un regolamento di conti maturato nel contesto del quartiere.
Poche ore dopo, intorno alle 3.30, un secondo boato ha squarciato la notte, questa volta sul litorale romano. A Ostia, nel Municipio X, un ordigno è esploso davanti al portone di una palazzina in via della Tortuga.
L’onda d’urto è stata devastante: il portone d’ingresso è stato completamente distrutto, l’intonaco dell’atrio sventrato e i vetri di una finestra al primo piano sono andati in frantumi.
All’interno di un appartamento, alcuni mobili sono rimasti danneggiati dalla forza dell’esplosione. Anche qui, per un caso fortunato, non si registrano feriti.
Le indagini sono scattate immediatamente. Gli investigatori stanno passando al setaccio le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona, nella speranza di individuare chi abbia piazzato l’ordigno prima di dileguarsi tra le strade di Ostia.
In entrambi gli episodi sono intervenuti gli specialisti della Polizia Scientifica, impegnati nei rilievi e nell’analisi dei residui esplosivi per capire la composizione della polvere pirica utilizzata.
Un lavoro delicato, che potrebbe fornire elementi utili per risalire agli autori.
Resta ora da chiarire se tra i due attentati esista un filo conduttore o se si tratti di azioni criminali isolate.
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