

Gli agenti si sono trovati davanti ad un ambiente organizzato nei minimi dettagli, con uno spazio suddiviso in due
Roma non si ferma, neppure quando la città è divisa tra grandi eventi e appuntamenti istituzionali. Mentre le strade del centro venivano attraversate dai maratoneti e i seggi accoglievano gli elettori, un’altra realtà continuava a muoversi nell’ombra: quella del traffico di droga.
Ed è proprio lì che, nelle ultime 48 ore, è scattata una vasta operazione della Polizia di Stato che ha portato all’arresto di dieci persone, accendendo i riflettori su un sistema capillare e tutt’altro che improvvisato.
Il caso più emblematico arriva dal quartiere Torrevecchia, dove gli agenti del XIV Distretto Primavalle hanno scoperto un garage trasformato in una vera e propria centrale di produzione.
Dietro una porta apparentemente anonima si nascondeva un laboratorio clandestino perfettamente organizzato, gestito da un uomo di 66 anni. L’ambiente era controllato da un sistema di videosorveglianza diffuso, con telecamere posizionate per monitorare ogni accesso allo stabile.
All’interno, la scena era quella di una piccola industria: fornelli, utensili, bilancini e materiali chimici utilizzati per trasformare la cocaina in crack. Gli spazi erano suddivisi con precisione, separando le fasi della lavorazione.
La successiva perquisizione nell’abitazione dell’uomo ha confermato la portata dell’attività: centinaia di grammi di sostanza stupefacente e strumenti per il confezionamento pronti per la distribuzione.
Ma non sempre lo spaccio si muove con la stessa organizzazione. Alla Romanina, infatti, a tradire un altro pusher è stata una clamorosa disattenzione. Convinto di avere davanti dei clienti, l’uomo si è avvicinato agli agenti in borghese offrendo droga.
I poliziotti hanno mantenuto la calma, si sono allontanati senza destare sospetti e hanno atteso il momento giusto. Quando il vero acquirente si è presentato, lo scambio è stato interrotto sul nascere e lo spacciatore è stato arrestato in flagranza.
L’operazione si è estesa ben oltre questi due episodi. Le pattuglie hanno intensificato i controlli nei luoghi simbolo della movida romana, come Ponte Sisto, Trastevere e Ponte Milvio, senza trascurare le periferie, da Torpignattara alla Garbatella, fino al Tiburtino Sud. Un’azione a tappeto che ha permesso di colpire diversi livelli della filiera dello spaccio, dai piccoli venditori ai gestori di depositi e laboratori.
Il bilancio complessivo parla chiaro: oltre 300 dosi di sostanze stupefacenti sequestrate tra hashish, marijuana e cocaina, circa 4mila euro in contanti ritenuti provento dell’attività illecita e dieci persone finite in manette. Per tutti, l’arresto è stato convalidato dall’Autorità giudiziaria.
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