

Il Colosseo, Il Palatino ed il Foro Romano quinte scenografiche imperiali per la grande mostra che dal 15 novembre farà scoprire la dinastia dei Severi
Scendere alla fermata Colosseo e trovarsi di fronte la sua mole imponente, imperiale, romana; attraversare la strada, oltrepassare i bandoni dei lavori (lunghissimi, contraddittori, romani) della Metro C; entrare (dopo aver fatto un po’ di fila) dentro l’Anfiteatro Flavio, passare i controlli di sicurezza, salire le ripide ed originali scale e trovarsi dentro l’impero, immediatamente immersi nell’atmosfera opulenta, sfarzosa, romana della dinastia dei Severi.
La mostra che si è aperta oggi, e che vede coinvolti come custodi ed amplificatori della storia e dell’importanza scientifica dei pezzi esposti e della storia narrata anche i siti del Palatino e del Foro Romano, fa entrare il visitatore immediatamente in contatto con uno spaccato della vita e della società romana poco conosciuto: siamo quasi alla fine del momento più fulgido dell’impero romano, siamo in un momento di grandi rivolgimenti politici e sociali, siamo nel momento, nel luogo e nella dinastia che con la COSTITUTIO ANTONINIANA del 212 d.C. sancì il principio del diritto di cittadinanza a tutti i cittadini liberi residenti nell’impero, siamo quasi duemila anni prima all’invenzione dello Ius Soli.
Non grande, tanto da permettere al turista/visitatore di potersi godere e soffermare sui magnifici pezzi esposti.
Dotata delle moderne tecnologie connesse alla multimedialità, e così permettere anche a coloro che non sono intensi conoscitori della storia romana di apprezzare le concordante geopolitiche
Portatrice di emozioni e di ricordi come la galleria dei busti, appena all’inizio della mostra, che impressiona ed emoziona per la storia rappresentata in quei ritratti.
E alla fine Lei, La Città, un esempio capace di rendere viva la storia urbanistica della Città Eterna, un momento intenso per poter ammirare posizionati nel modo corretto i frammenti della Forma Urbis (era la pianta catastale di Roma) e così immaginare e vedere dall’alto la capitale dell’impero.
Una dinastia venuta dall’Africa, quella dei Severi, ma che seppe rendere onore alla grandezza di Roma, ricostruendo il Colosseo ad esempio (devastavo dopo il distruttivo incendio del 217 d.C.), risistemando l’asseto urbanistico e viario, provvedendo alla plebe con le elargizioni di grano e olio, realizzando una riforma monetaria rivoluzionaria, proteggendo le frontiere, favorendo un sincretismo religioso anticipatore di altri tempi e di altri luoghi, riabilitando e rivalutando la donna ed il suo ruolo all’interno della società dell’epoca. Poter ammirare o meglio incontrare il ritratto di Giulia Domna (augusta, imperatrice, moglie di Settimio Severo) è stato veramente poter realizzare un incontro intenso ed intimo con una delle donne più potenti, forti ed “imperiali” di tutta la storia di Roma.
Eccola la dinastia venuta dall’Africa, i Severi, eccola la Roma opulenta, magnificente, imperiale, ed ecco la storia che ci viene tramandata di questo periodo, siamo tra la fine del II secolo d.C. e la prima metà del III secolo d.C.
Molte le scoperte e le meraviglie che si possono ammirare anche nel percorso della mostra esposto presso il Foro Romano, come le cosiddette Terme di Elagabalo sulle pendici del Palatino, o il Clivus ad carinas che dalla via Sacra porta al Templum Pacis: il Tempio della Pace, e ancora le maestose Arcate Severiane, fino alla Sala dei Capitelli.
Un mondo, un luogo, un tempo: Roma che ancora una volta affascina, ammalia e accoglie quanti vogliano onorarla.
Olga Di Cagno
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