

Si indaga su mancato intervento veterinario
Decine di residenti ieri 9 settembre hanno assistito in diretta alla morte per soffocamento di un cane, un molosso, lasciato per ore legato ad un’inferriata. Tutto ha inizio in serata quando due romeni in compagnia del cane, dopo aver spaccato senza apparente motivo le vetrate di una pizzeria in via Francesco Selmi a Casal de’ Pazzi, vengono raggiunti da alcuni agenti. A quel punto i due aizzano il cane contro gli agenti ma l’animale prende una direzione sbagliata e si scaglia contro una passante di 68 anni.

La polizia capisce che deve intervenire senza sparare per non rischiare di colpire la donna così riesce a calmare il cane e legarlo ad un’inferriata in attesa dei soccorsi veterinari. Solo dopo si verrà a sapere la donna aggredita non è una persona qualunque ma è Gigliola Guerinoni, nota come la “Mantide”, che scontò una pena di 26 anni per l’omicidio dell’amante, il farmacista Cesare Brin. Sulla sua storia fu realizzato anche ul fil con Monica Guerritore.
La donna nel frattempo viene ricoverata d’urgenza in codice rosso all’ospedale Sandro Pertini mentre i due rumeni: Vasile Popov e Cosmin Giorgin di 40 e 34 anni,vengono arrestati con l’accusa di lesioni gravi.
Ma per il cane non c’è stato nulla da fare. I soccorsi veterinari non arrivano ed il cane muore dopo due ore davanti gli occhi attoniti di forze dell’ordine e passanti. La Procura sta indagando per capire le ragioni del mancato intervento dei soccorsi. Nel frattempo un video dell’accaduto, pubblicato da “Il Messaggero” fa il giro della rete raccogliendo proteste e sdegno. Alla voce dei cittadini si unisce quella della Senatrice del PD Monica Cirinnà, responsabile politiche animali del PD Lazio.
“Ci sono state gravi e incomprensibili omissioni di intervento sul cane che ha morso la signora Guerinoni, alla quale esprimo la mia solidarietà e gli auguri di pronta guarigione.
A determinare la morte atroce dell’animale, dopo un’agonia da soffocamento per impiccaggione durata ore, è stata una corda con nodo scorsoio legata intorno al collo dell’animale. Gli agenti, intervenuti per sedare una rissa, dopo aver legato il cane alla ringhiera hanno contattato gli uffici competenti, dai quali non è scaturito alcun intervento.
Ricordo a tutti che il regolamento di tutela degli animali del Comune di Roma vieta in ogni circostanza l’uso di collari a strangolo. Sono certa che la procura che ha aperto un’indagine vorrà chiarire in primo luogo come mai il servizio veterinario competente per territorio , previsto e pagato per reperibilità notturna e H24 non sia immediatamente intervenuto per sedare il cane in attesa dell’arrivo di chi avrebbe dovuto catturarlo. Forse tale servizio non é stato allertato? Anche questa é una colpevole omissione.
Peraltro i vigili urbani , se allertati, avrebbero potuto attivare anche il servizio che gestisce l’ambulanza mobile veterinaria del Comune di Roma, servizio pagato e prorogato di recente dall’ amministrazione comunale della Capitale fino alla fine dell’anno. Roma è dotata di strutture e competenze a carico della collettività che avrebbero potuto evitare una morte inaccettabile.
Spero che Campidoglio e Procura possano accertare celermente tutte le responsabilità del mancato intervento di tutte le autorità preposte. Non sono ammissibili sottovalutazioni dell’accaduto giustificate dall’aggressività del cane o dalla sua appartenenza a stranieri sospetti delinquenti, ciò avvalorerebbe la tesi che pagano sempre i più deboli, animali sfruttati per la loro aggressività , indotta con torture e maltrattamenti e usati come armi improprie.
Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.
per la stupidità umana pagano sempre i più deboli…..povera bestia, vergognatevi tutti………..