Sciopero dell’ippica. Occupato il palazzo dell’ASSI (Ex Unire)

Chiesti interventi urgenti per una crisi che si rivela irreversibile

Sciopera l’ippica italiana e oggi, 2 gennaio, le categorie dei lavoratori sono giunte a Roma prevalentemente da Napoli, uno dei centri più importanti dell’ippica italiana, e hanno invaso l’ASSI (ex UNIRE) in via Cristoforo Colombo, sede del governo dell’ippica. I manifestanti hanno interrotto di forza le trasmissioni delle corse straniere, che hanno sostituito temporaneamente quelle italiane, e hanno richiesto un incontro con Ruffo, il segretario generale dell’ente. Carabinieri e polizia rimangono fuori e dentro il palazzo a presidiare.
La situazione è tesa e lo stato di agitazione prosegue e potrebbe avere il suo culmine il 12 gennaio, quando si uniranno le categorie di tutta Italia.

Dal 1 gennaio le società e gli ippodromi italiani hanno sospeso le corse giornaliere, in protesta contro i tagli drastici che il governo ha effettuato sull’ippica. E’ di prima di Natale l’appello di Lanfranco Dettori, il fantino più famoso al mondo, che ha indossato la maglietta azzurra con su scritto “Save italian racing” per pubblicizzare l’abbandono da parte dello Stato italiano del mondo dei cavalli da corsa.

Un settore con 50mila lavoratori in bilico e 15 mila cavalli a rischio macellazione; da anni in crisi, in particolare da quando il totalizzatore delle scommesse è stato scorporato dal suo ente di riferimento, passando ai Monopoli di Stato (AAMS e SOGEI), e con l’avvento delle altre tipologie di scommesse e lotterie, che hanno soppiantato il più antico gioco ippico e, come ultimo colpo di grazia, l’avvio delle scommesse ippiche virtuali.

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