

In 20 sono finiti al Commissariato. Versioni opposte dei militanti
Al Teatro del Lido la notte del 23 febbraio è successo di tutto. Tanto che le forze dell’ordine intervenute hanno portato al commissariato una 20ina di persone appartenente a movimenti politici opposti. Opposte sono anche le versioni dei fatti.
Sandro Lorenzatti, Coordinatore SEL XIII Municipio parla di "aggressione fascista". "Stanotte – dichiara – alcuni ragazzi che affiggevano manifesti relativi le manifestazioni di oggi e domani per il Teatro del Lido, sono stati violentemente aggrediti da una squadraccia di fascisti, armati di mazze e nascosti vigliacchi nei caschi.
Dal Grassi giungono notizie di teste e braccia rotte. I fascisti sarebbero scesi da due auto e subito ripartiti dopo la violenza. È scandaloso, vista la chiara dinamica dei fatti, che alcuni stiano riducendo il fatto ad una rissa, termine che sta in queste ore comparendo anche sulle agenzie: non c’è stata alcuna rissa, si è trattato di un’aggressione fascista, particolarmente violenta. È scandaloso che ancora una volta si tenti di propinare la menzogna degli opposti estremismi per mettere in salvo i fascisti
Questo accade a Roma, in un comune in un municipio che tollerano i fascisti perché di fascisti dichiarati ve ne sono tra i consiglieri e gli amministratori.
I fascisti sono un cancro della società che va combattuto e estirpato. Nemici sociali sempre pronti a difendere le ragioni dei regimi e di chi impedisce alla società di evolversi democraticamente. Non a caso padri costituenti promulgarono la XII disposizione transitoria della Costituzione che vieta la ricostituzione e la propaganda del fascismo (reati anche ai sensi della 645/52), i cui orrori erano ancora negli occhi di tutti. Noi chiediamo il rispetto della Costituzione e della Legge, ovvero che vengano chiuse tutte le sedi fasciste e perseguito chi ne faccia apologia.
È necessaria una mobilitazione generale delle forze democratiche del territorio. SEL XIII, nel dare la nostra solidarietà ai ragazzi e le ragazze del Teatro del Lido aggrediti, e rinnovare il nostro pieno sostegno al Teatro stesso, invitia tutti ad organizzare insieme l’avvio di una serie di iniziative democratiche antifasciste.
Secondo la versione di CasaPound Italia, mentre 6 propri militanti attaccavano alcuni manifesti, sarebbero stati riconosciuti e assaliti da una cinquantina di persone tra esponenti dei Collettivi e occupanti
del Teatro Lido. ‘’La dinamica di quanto è accaduto è evidente – spiega CasaPound Italia – vista la proporzione tra le persone delle due fazioni che sono state fermate dalla polizia dopo l’episodio: 17 esponenti dei centri sociali e 5 militanti di Cpi. Risulta difficile immaginare infatti un gruppo di nemmeno dieci persone che aggredisce premeditatamente una cinquantina di esponenti dei centri sociali armati di tutto punto’’.
«Il nostro Paese non ha bisogno della recrudescenza di contrapposizioni ideologiche senza senso, né di contestazioni ‘del no’ verso le Istituzioni che lo governano. La vera novità politica, per l’Italia e per Roma, può e deve diventare l’evoluzione nel modo con cui le giovani generazioni vivono quest’epoca di crisi, passando dalla rabbia a una ‘non rassegnazione’ costruttiva».
«Di fronte alla violenza generata dalle contrapposizioni di bandiera – prosegue l’Assessore capitolino – dobbiamo riflettere e impegnarci sempre più per andare oltre. C’è l’urgenza di rafforzare in tutti, specialmente nei giovani, un nuovo senso di responsabilità. La nostra città ha bisogno di persone capaci di trovare insieme minimi comuni multipli che diano vita ad azioni, idee e sentimenti ‘sostenibili’. È questa la sola via per il bene comune». «È venuto il momento di smettere quelli che io definisco gli ‘occhialini ideologici’, per iniettare nella società e nella politica gli anticorpi di una ‘contestazione del sì’, gli unici in grado di far crescere e sviluppare nelle nostre città giovani in grado di canalizzare la rabbia verso il bene, di neutralizzare le divisioni e impegnarsi concretamente per gli ultimi», conclude De Palo.
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