Scoperta una nave romana durante i lavori del Ponte della Scafa

Galan: “Un ritrovamento da brivido”, ma già annunciato un mese fa dall’Associazione Severiana
di Serenella Napolitano - 4 Maggio 2011

Quella che sembrava l’ennesimo scontro tra coloro che vogliono e amano tutelare i beni paesaggistici e archeologici italiani e coloro che sono spinti dalla progettazione urbanistica della campagna romana ha avuto un epilogo molto interessante: e ovviamente ad averla vinta sono stati ancora una volta i reperti archeologici che il territorio italiano e nella fattispecie Roma e la sua Provincia continuano a restituire alla cultura moderna. Infatti il 28 aprile 2011 cosi come annunciato dall’Associazione Severiana che opera con forme di tutela e valorizzazione del paesaggio nel territorio tra Ostia e Fiumicino, è stata trovata nei pressi del ponte della Scafa nell’Isola Sacra (Fiumicino), forse un’oneraria minore, con tanto di resti di cordame a poppa.
La scoperta di una nave romana è stata fatta durante i sondaggi preventivi per la realizzazione del Ponte della Scafa.

“Si sono dunque rivelate vere le nostre affermazioni di un mese fa che la Soprintendenza, in maniera azzardata, aveva provato a smentire. Probabilmente  – dichiara in una nota l’Associazione Severiana – si tratta di una oneraria minore, di cui si vedono per adesso solo le costole e il fasciame esterno. Poco distante è stata portata alla luce una grossa trave di castagno, lavorata, che però non è né un madiere né l’albero della nave. Inoltre resti di una cima a poppa aprono nuovi scenari sull’antica portualità romana. Questo è ciò che è apparso agli archeologi dai sondaggi preventivi per la realizzazione del Ponte della Scafa, sul lato dell’Isola Sacra, a Fiumicino, dove esisteva l’antica linea di costa (oggi a più di 3 km di distanza)”.

La preoccupazione e il timore dell’Associazione è come “sia possibile progettare un ponte che costa 25 milioni di euro impiantato nel pieno di un’area archeologica. Un ponte, tra le altre cose, il cui progetto iniziale (di soli 5 milioni di euro) è stato cambiato proprio per ‘salvaguardare l’area archeologica’. Un ponte sul Tevere che poi non risolverà il problema del traffico perché invece ne servirebbe uno a metà strada tra l’attuale che andrà a sostituire e quello del Raccordo Anulare”.
Oltre alla nave, nella zona sono state scavate le banchine portuali romane a mare, nonché sono venute alla luce migliaia di anfore rotte e sbeccate, ma anche navi affondate e ben conservate nel terreno argilloso e strutture altomedievali che come affermato dall’Associazione erano state scambiate per ‘moderne’.
Intanto, anche sul lato di Ostia, i sondaggi procedono con continui ritrovamenti, a riprova che il raddoppio del Ponte della Scafa, così come riprogettato, è in mano a persone che non conoscono e non amano questo territorio.
Sul luogo è arrivato anche il ministro dei Beni culturali Giancarlo Galan: “Un ritrovamento da brivido – ha dichiarato – un grande risultato dell’archeologia preventiva se si pensa a quante cose come questa sono andate disperse. Un’operazione complessa e importante che ci dice molte cose sulla linea di costa e su quello che succedeva circa duemila anni fa”.


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