

Roma maglia nera con un incremento superiore alla media regionale. Preoccupa l'aumento dei decessi e la vulnerabilità dei lavoratori over 60
I numeri della sicurezza sul lavoro nel Lazio continuano a restituire l’immagine di un’emergenza fuori controllo. Secondo l’ultimo report della CGIL di Roma e del Lazio, il primo bimestre del 2026 ha segnato un brusco ritorno al rialzo delle denunce di infortunio.
Non si tratta di una variazione marginale: il dato regionale cresce del 12,4%, ma è l’analisi dei casi avvenuti direttamente sul posto di lavoro (escludendo i tragitti casa-lavoro) a spaventare, con un balzo del 19%.
La Capitale si conferma il territorio più colpito. Con 5.583 denunce registrate tra gennaio e febbraio (contro le 4.923 dello scorso anno), Roma segna un incremento del 13,4%, staccando la media regionale e confermando una fragilità strutturale nei cantieri e nei settori dei servizi della provincia.
Ancora più tragico il dato dei decessi, che nella sola provincia di Roma salgono da 7 a 11 in soli sessanta giorni.
Un dato inedito ed allarmante riguarda l’anagrafica dei coinvolti. L’incremento degli infortuni non risparmia nessuna età, ma le percentuali più alte di crescita si registrano tra i lavoratori “senior”:
Fascia 60-64 anni: incremento significativo degli incidenti.
Fascia 65-69 anni: segnali di estrema vulnerabilità per chi è ancora attivo in età avanzata.
L’unica provincia laziale a mostrare una controtendenza positiva è Rieti, mentre il resto del territorio regionale segue il trend negativo romano.
Il sindacato punta il dito non solo sulla mancanza di controlli, ma anche sui rischi ambientali imminenti. Con l’avvicinarsi della stagione estiva, la CGIL ricorda che negli ultimi bienni un terzo delle morti bianche è avvenuto nei mesi più caldi.
Lo stress termico è ormai considerato un fattore di rischio primario, motivo per cui viene chiesto alla Regione Lazio di blindare e potenziare l’ordinanza contro il caldo (che già tutela categorie esposte come i rider), estendendone l’efficacia e i controlli per evitare che l’estate 2026 si trasformi in una nuova strage.
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