

Le pompe low-cost cedono sotto l'assalto degli automobilisti. Mentre il diesel sfiora i 2,34 euro, scatta la corsa verso le oasi del risparmio
Un foglio di carta stropicciato, scritto a pennarello e attaccato con lo scotch sulla colonnina: «Gasolio esaurito». È l’immagine che accoglie sempre più automobilisti romani, costretti a una gimkana tra i quartieri della Capitale alla ricerca di un rifornimento che non pesi come un macigno sul bilancio familiare.
Ma se le pistole dei distributori restano asciutte, la colpa non è — come molti temono — dei venti di guerra in Medio Oriente. La crisi, paradossalmente, è figlia del risparmio e di una macchina dei rifornimenti che viaggia col fiato corto.
A spiegare l’arcano è Alessandro Zavalloni, segretario nazionale della Fegica Cisl. Il prodotto non manca, ma il sistema di distribuzione è tarato “al grammo”. «I distributori ricevono carburante appena sufficiente, a volte meno del necessario», chiarisce il sindacalista.
In un momento in cui gli automobilisti usano le app come bussola per scovare il prezzo più basso, si crea un effetto imbuto: le pompe più convenienti vengono prese d’assalto e svuotano i serbatoi in poche ore, prima che l’autobotte successiva riesca a intervenire.
È il “caso Eni”: avendo mantenuto tariffe più basse rispetto alla concorrenza, i distributori del cane a sei zampe sono diventati le prede preferite dei romani, finendo spesso per esporre il cartello del “sold out” per banali limiti logistici.
Secondo i dati di Osserva Carburanti, Roma è una città spaccata in due. Da una parte ci sono le “oasi” dove il diesel sembra essersi fermato a un’altra epoca, dall’altra distributori che sembrano stazioni di servizio di un hotel a cinque stelle.
Il podio del risparmio: Il “punto zero” della convenienza è via dei Selmi, dove il gasolio si attesta a 1,614 euro al litro. Seguono a ruota via Prenestina e viale Aventino, dove si riesce ancora a fare il pieno a 1,639 euro.
I picchi proibitivi: Basta spostarsi di pochi chilometri per entrare in un altro mondo economico. A Tiburtina Sud, il diesel al self-service tocca il picco di 2,339 euro, seguito da via Merulana che sfiora i 2,30 euro.
Un divario impressionante, se si pensa che la media regionale del Lazio viaggia oggi intorno ai 2,16 euro.
A tenere a galla la situazione è ancora il paracadute del Governo: lo sconto di 25 centesimi sulle accise, blindato fino al 1° maggio 2026. Senza questa misura, il prezzo alla pompa sarebbe già abbondantemente sopra la soglia psicologica dei 2,50 euro in quasi tutta la città.
Ma il tempo stringe e l’incertezza sulla proroga del taglio alimenta la psicosi del “pieno preventivo”. Per ora, dunque, non è la mancanza di petrolio a preoccupare, ma una logistica fragile che non regge l’urto di una città a caccia dell’ultimo centesimo di sconto. Tra un distributore deserto e uno affollato, il “rally” del pieno continua.

Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.