Simone Cristicchi, dal Tuscolano al Festival di Sanremo

"Ti regalerò una rosa" ma nel cuore, il suo quartiere, testimone dei suoi esordi artistici
di Piero B. - 12 Marzo 2007

Simone Cristicchi, lo abbiamo ascoltato con la sua canzone “Ti regalerò una rosa” – brano grazie al quale – ha letteralmente trionfato sul campo a Sanremo, mettendo all’angolo nomi più “roboanti” del mondo della canzone ed interpreti dal grande impatto karismatico.
Folta capigliatura che non cela un sottile velo di timidezza, viso rotondo indice di bonarietà e ricchezza interiore.
Romano, nasce al quartiere Tuscolano che negli anni, abbandonando i grandi prati dove pascolavano greggi di pecore e le auto si contavano sulle punta delle dita, è cresciuto a dismisura ed alveari di cemento armato, come funghi dopo la pioggia, sono sorti per la gioia di architetti ed urbanisti, in cerca di speculazioni e poco inclini alla conservazione di panorami disegnati all’orizzonte dal profilo sinuoso dei Castelli Romani.
In questo clima mutevole, anche le persone sono cambiate e quell’aria profumata di pulito che si respirava, è diventata fitta di ragnatele comunicanti ed innovatrici di tessuto sociale.

Simone, cominciò a muovere i suoi primi passi, respirando quell’aria d’innovazione tecnologica e conseguentemente comportamentale, che lo forgiò profondamente indirizzandolo senza clamore, verso un vissuto cammino artistico. Sin da ragazzo, si avvicinò a due forme d’arte che sentiva proprie: il disegno e la musica.
Per quanto riguarda il fumetto, (il disegno), ebbe un insegnante dal tratto pungente e raffinato: il grande Jacovitti e parallelamente, iniziò a scrivere testi di canzoni con prolifica assiduità e vena artistica.
Partecipò a molti concorsi per cantautori e dove non vinse, ottenne piazzamenti di tutto rispetto. Ci piace ricordare la sua vittoria nel 2003 a Crotone (concorso dedicato a Rino Gaetano), dove ottenne meritatamente il “Cilindro d’oro”.
All’età di ventuno anni, Simone Cristicchi, incontrò il produttore Francesco Migliacci e fu questo incontro che dette una  “Sferzata” alla sua carriera artistica ed un indirizzo concreto che ne segnò il futuro.

Dalla periferia romana, dalle amicizie di quartiere e grazie alla semplicità di un ambiente popolare, è nato un cantautore che ha saputo attingere dalle profonde radici di una realtà viva ed autonoma inserita in una città convulsa come Roma, sensazioni e stati d’animo capaci di scrivere o riscrivere, la profondità interiore della gente comune.

A Simone Cristicchi, un sincero ringraziamento da tutto il quartiere Tuscolano, per aver saputo attirare con una “semplice” canzone, i riflettori dei “Media” su una realtà, che senza dubbio può considerarsi un termometro, attraverso cui misurare una società evoluta, ma tradizionalmente ricca d’umanità: il quartiere.


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