

I sindacati incalzano il Comune perché convochi il tavolo sul lavoro agile
Tra il Giubileo ormai entrato nel vivo, i funerali solenni di Papa Francesco e la stagione dei ponti primaverili, Roma si prepara a un’ondata di traffico mai vista: decine di capi di Stato attesi in Vaticano, migliaia di pellegrini in coda a San Pietro, torpedoni turistici accalcati sul Lungotevere. Il centro storico, già intrappolato fra i cantieri giubilari, rischia la paralisi.
Eppure, una chiave per alleggerire la morsa esiste: lo smart working. Quell’accordo – firmato fra Campidoglio, sindacati e partecipate a fine 2024 – che prevedeva giornate “a semaforo rosso” di lavoro agile proprio per assorbire i picchi di traffico. Scaduto a gennaio, non è stato più rinnovato.
«Serve subito un nuovo tavolo con Comune e aziende», incalza Natale Di Cola (Cgil Roma‑Lazio). «I flussi di questi giorni lo dimostrano: più smart working significa meno auto in strada, meno bus turistici bloccati, meno caos».
Stessa musica da Fit‑Cisl: negli uffici Atac gli amministrativi sono passati da due a un solo giorno di lavoro da remoto.«E in questi giorni di festività in cui il flusso di turisti e pellegrini è aumentato l’azienda ha anche limitato il lavoro da remoto. Qualche dirigente pensa evidentemente che lo smart working serva ad allungare le ferie, ma è una mentalità davvero obsoleta», attacca Roberto Ricci.

Probabilmente il tavolo in Campidoglio si terrà a metà maggio, superata la fase di festività, ponti e week end lunghi. Ma intanto le proteste crescono.
E i sindacati chiedono:
Applicazione piena dei giorni di smart working per i 23 mila dipendenti del Campidoglio.
Estensione a Ama, Atac, Acea e alle società private che operano su appalti comunali.
Calendario di giornate “bollino rosso”, da attivare in concomitanza con eventi di massa (funerali pontifici, Conclave, festività del 1° maggio e 2 giugno).
Sabato 26 aprile, funerali del Papa; domenica 27, maxi‑flusso turistico; dal 29 aprile il traffico dei ponti primaverili si salderà con l’arrivo delle delegazioni per il Conclave. Senza un piano smart working, Roma rischia il black‑out della mobilità.
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