

Un altro successo per la band salentina nonostante gli imprevisti metereologici
Serata strana sabato 29 luglio al Parco della Musica di viale Pietro de Coubertin. La pioggia improvvisa ha dirottato il concerto dei Negramaro dall’aperto della Cavea al chiuso della sala Santa Cecilia, facendo slittare l’esibizione di quasi due ore e mezza: dalle 21 alle 23,20.
Dopo una simile attesa ci si aspettava un pubblico “raffreddato”, dall’entusiasmo un po’ smorzato. Macché! Appena sono entrati in scena i sei ragazzi della provincia di Lecce, tutti gli spettatori in sala sono schizzati dalle loro poltrone sintonizzandosi subito con il ritmo forsennato dei Negramaro portato avanti dal loro leader, lo skin head Giuliano Sangiorgi, voce, chitarra e vera mente del gruppo.
D’altra parte non poteva essere altrimenti visto l’inizio scoppiettante con il tormentone Nuvole e lenzuola, di cui esiste anche la versione spagnola. Dopo le scontate scuse per il ritardo, ma ormai non fregava più niente a nessuno, sono seguite Nella mia stanza, Musa e 3 minuti. Giuliano, che non si è mai fermato, coadiuvato da Emanuele Spedicato (chitarra), Ermanno Carlà (basso), Danilo Tasco (batteria), Andrea Mariano (pianoforte e sintetizzatore) e Andrea Rocco (campionatore), ha letteralmente coinvolto il pubblico. La canzone Estate, secondo singolo del loro ultimo album già multidisco di platino, “Mentre tutto scorre”, è stata cantata da tutti: in piedi naturalmente. La facilità del vocalist del gruppo di far partecipare anche il pubblico è senz’altro aiutata da quel suo carattere meridionale che cerca il contatto con la gente: i fans ai bordi del palcoscenico hanno potuto toccare Giuliano Sangiorgi e cantare, al microfono, insieme a lui. Anche la richiesta del bis di Mentre tutto scorre, è stata fatta dal microfono dell’artista il quale, instancabile nel suo continuo muoversi, si è fermato solo per cantare Ogni mio istante, romantico assolo con chitarra. Non potevano mancare Solo per te e la loro personalissima versione di un vecchio successo di Don Backy, interpretato anche da Johnny Dorelli: L’immensità.
Dopo più di un’ora e mezza i giovanotti pugliesi hanno terminato il loro concerto con la promessa di tornare ancora e l’invito, rivolto al pubblico, di applaudire solo se lo volevano, cercando di essere: «sempre obiettivi con tutti». Il bilancio di questa serata, nonostante il ritardo causato da una frettolosa decisione di fare esibire il gruppo al coperto, è ampiamente positivo; lo spettacolo ha mantenuto le sue promesse e ha saziato a dovere gli appassionati. L’unico neo l’ha rappresentato, ascoltando qualche spettatore, un impianto di amplificazione troppo alto: in alcuni momenti la musica è stata assordante.
I Negramaro sforneranno sicuramente altri successi. Ma alcuni critici pensano che da quando sono stati trasformati nell’ennesimo prodotto commerciale pop, ideale per suonerie di cellulari, da Caterina Caselli, proprietaria della Sugar da sempre loro etichetta, e dal suo collaboratore Corrado Rustici, si sono allontanati dai primi due album, Negramaro e 000577, che li hanno contraddistinti per gli interpreti più cool dell’alt-rock italiano degli ultimi dieci anni.
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