

Previsto un investimento da oltre 430 milioni di euro per uno stadio "sospeso" e coperto. Ora scatta l'analisi degli uffici comunali per la Conferenza dei Servizi
Dopo mesi di attese e rinvii, la proposta della società di Claudio Lotito per il nuovo stadio Flaminio è finalmente approdata sulle scrivanie del Comune.
Il progetto mira a superare i vincoli architettonici che gravano sull’impianto storico di Pier Luigi Nervi, proponendo una soluzione ingegneristica d’avanguardia per aumentarne drasticamente la capienza senza intaccarne il valore monumentale.
Il cuore del progetto ricalca le linee guida presentate nel marzo del 2025, ma ora dettagliate tecnicamente con precisione chirurgica.
L’obiettivo dichiarato è raggiungere 50.500 spettatori, un numero fondamentale per rendere l’impianto redditizio e adatto alle competizioni europee di alto livello.
La soluzione proposta è tanto ambiziosa quanto delicata: per non intaccare la struttura originale firmata da Nervi, considerata un capolavoro dell’architettura moderna, l’ampliamento prevede una struttura in acciaio “sospesa” e leggerissima che andrebbe a sovrapporsi all’esistente come un involucro protettivo.
Il progetto include anche una copertura integrale di tutti i settori per garantire il massimo comfort ai tifosi anche in caso di maltempo.
Il costo stimato dell’operazione sfiora i 440 milioni di euro al netto di IVA, un investimento massiccio che testimonierebbe la serietà dell’impegno della proprietà biancoceleste.
Il Flaminio sorge in un quadrante già saturo di traffico, e questo rappresenta uno degli scogli più insidiosi del progetto. Per questo motivo, il piano di fattibilità include un rigoroso piano trasporti che punta a rivoluzionare le abitudini di spostamento dei tifosi.
L’obiettivo dichiarato è ambizioso: solo il 25% degli spettatori dovrà raggiungere lo stadio con il mezzo privato, mentre il restante 75% dovrà affidarsi alla rete metropolitana e alle linee di trasporto pubblico su gomma.
Un piano che richiederà inevitabilmente un potenziamento massiccio del servizio nelle giornate di match per assorbire il flusso di 50mila persone.
Il passaggio odierno sposta la responsabilità al Comune di Roma. Gli uffici capitolini dovranno ora esaminare il progetto per verificarne la sostenibilità economica e tecnica, attivando poi la Conferenza dei Servizi, l’organo che dovrà dare il via libera definitivo coinvolgendo tutti gli enti interessati: dalla Soprintendenza ai dipartimenti Mobilità e Sicurezza.
Resta inoltre da risolvere il confronto con l’Anac, l’Autorità anticorruzione che in passato aveva definito i piani precedenti solo come “atti preliminari”, sollevando dubbi sulla concretezza dell’operazione.
Sarà questo uno dei test più importanti per capire se stavolta il progetto Flaminio potrà davvero decollare o se resterà l’ennesima incompiuta romana.
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