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Le Quattro stagioni di Vivaldi con l’Anton Rubinstein Ensemble alla Basilica di S. Pancrazio

Grande successo, domenica 9 novembre, per la scuola di musica di Colli Aniene

La Scuola di Musica Anton Rubinstein (www.antonrubinstein.net), in collaborazione con l’Accademia Culturale Europea ha presentato il concerto “Le quattro stagioni” di Antonio Vivaldi (Venezia 1678 – Vienna 1741). La serata dedicata alla grande musica di domenica 9 novembre presso la Basilica di S. Pancrazio in Roma è stata gratificata dalla partecipazione di un pubblico assai numeroso attratto anche dalla gratuità del trattenimento culturale.

quattro_stagioni2L’ensemble Anton Rubinstein di Roma si è formato all’inizio di quest’anno sotto la spinta del violinista Michele Cianfoni che da anni insegna presso la Scuola di Musica “Anton Rubinstein” a Colli Aniene. Oltre al solista e direttore Michele Cianfoni l’ensemble è composto da Kazuko Abe Violino I, Orazio Vicari e Alessandra Xanto Violini II, Gualtiero També e Rosaria Arrigo viole, Giacomo Pecorella e Anca Pavel violoncelli. Al basso continuo la pianista Sara Matteo direttore artistico della stessa Scuola di Musica Anton Rubinstein.

“Le quattro stagioni” è il titolo con cui sono noti i primi quattro concerti per violino di Antonio Vivaldi o “Il cimento dell’armonia e dell’inventione”. Ciascun concerto de “Le quattro stagioni” si divide in tre movimenti. Si tratta di un tipico esempio di musica a programma, cioè di composizioni a carattere prettamente descrittivo. Ad esempio, l'”Inverno” è dipinto spesso a tinte scure e tetre, al contrario l'”Estate” evoca l’oppressione del caldo, oppure una tempesta nel suo ultimo movimento. Lo stesso Vivaldi preparò quattro sonetti, uno per concerto.

Nei tre movimenti di ciascun concerto il pubblico ha potuto assaporare e gustare in musica i vari momenti di ciascuna stagione: il canto degli uccelli (allegro), il riposo del pastore con il suo cane (largo) e la danza finale (allegro) della Primavera, oppure l’afa e il temporale estivo, la vendemmia autunnale con i suoi “dormienti ubriachi”, la pioggia che cade lenta sul terreno ghiacciato (adagio) nell’Inverno con i suoi venti che tutto sbatacchiano.

Un plauso non solo all’Anton Rubinstein Ensemble che ha posto cura particolare in ogni dettaglio del concerto, ma anche all’Accademia Culturale Europea con il suo segretario A. Sapia che ha scelto questo grande spettacolo sonoro nella nuova location della suggestiva e storica Basilica di S. Pancrazio.

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