

Il collaboratore del Campidoglio avrebbe ricevuto una mazzetta di 80.000 euro per assicurare ad Accenture l'aggiudicazione di una gara indetta nel settore informatico
La Procura di Roma ha iscritto nel registro degli indagati per corruzione aggravata Fabio Ulissi, della società Roma Capitale Investments Foundation, presieduta dal sindaco Gianni Alemanno. Insieme a lui altre 5 persone (Luca Ceriani, Giuseppe Verardi, Francesco Gadaleta, Roberto Sciortino e Massimo Alfonsi) risultano coinvolte nell’indagine secondo cui Ulissi avrebbe intascato una tangente di 80mila euro, creata attraverso false fatture, dalla nota società di consulenza Accenture, aggiudicataria di un appalto nel settore informatico del Comune di Roma.
Ulissi – secondo le ricostruzioni degli inquirenti – sarebbe intervenuto presso il Comune di Roma per assicurare ad Accenture l’aggiudicazione della gara indetta da Roma Capitale per il servizio di manutenzione, supporto e sviluppo applicativo dei sistemi informativi del territorio comunale.
I cinque indagati avrebbero emesso tramite la High Value, nei confronti di Accenture, fatture false per un totale di 287.980 euro, creando così una provvista da cui dirottare gli 80mila euro di tangente ad Ulissi.
Tra le sedi perquisite dalla Guardia di Finanza, lo studio di Ulissi e la sua abitazione, gli uffici di Roma Capitale Investments Foundation in via Vittorio Veneto, la sede legale di via Gabriele D’Annunzio e la sede legale della High Value di via Leone XIII.
“Il sole di primavera – commenta la consigliera Maria Gemma Azuni – non riesce a far breccia fra le ombre del Campidoglio, colpito oggi dall’ennesimo scandalo. Sono sempre stata garantista e continuerò a esserlo, ma chiedo al sindaco Alemanno di far chiarezza su tale inchiesta, che vede coinvolto un componente della fondazione di cui è presidente onorario”.
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