Categorie: Lavoro
Municipi:

Teatro dell’opera, prosegue l’agitazione dei lavoratori

Sindacati annunciano manifestazione e chiedono dimissioni Franceschini. Al via petizione online

Prosegue l’agitazione dei dipendenti del teatro dell’Opera dopo l’annuncio di licenziamento collettivo da parte del Sindaco Marino e del ministro alla cultura Dario Franceschini. Ed è proprio di quest’ultimo che le quattro sigle sindacali sindacali Cgil Cisl Uil e Fials, chiedono le dimissioni.

teatro_dell_opera_gallery_full“Le segreterie nazionali – spiegano i sindacati – non possono che vedere negli accadimenti di Roma una conferma del progetto istituzionale che parte da lontano. E’ un chiaro passo nella cancellazione del ruolo di tutela della cultura. Il licenziamento e’ un campanello d’allarme per chiudere definitivamente il rapporto con le istituzioni sorde a una legge di sistema e aprire da subito percorsi legali atti a far definire le illegalita’ e scendere in stato di agitazione chiedendo ufficialmente le dimissioni del ministro Franceschini che sta avallando un disegno destabilizzante che parte dal Teatro di Roma”. Ed ancora. “E’ varata una manifestazione nazionale che assuma il compito di richiamare l’attenzione sulla situazione dei lavoratori che hanno l’unica colpa di essere dipendenti di un sistema fallimentare. La data e il luogo sono ancora da definire”.

Ieri pomeriggio i ragazzi del conservatorio con i ragazzi di alcune orchestre giovanili hanno suonato davanti al Costanzi in solidarietà con gli artisti licenziati ed hanno contestato il sovrintendente Carlo Fuortes.

Intanto una petizione è online per chiedere l’annullamento della decisione del Consiglio di amministrazione del Teatro dell’Opera di Roma.

Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.


Sostieni il nostro lavoro indipendente
Anche un piccolo contributo fa la differenza

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Scrivi un commento