Teatro Valle: un’occasione pubblica

Conferenza stampa del centrosinistra sulla sorte del teatro
di Mariangela Di Serio - 14 Luglio 2011

Mentre l’occupazione dei lavoratori dello spettacolo continua senza sosta dal 14 giugno, il centrosinistra si è riunito il 12 luglio mattina nella sala riunioni di via delle Vergini per discutere sulle problematiche legate al Teatro Valle.

Il responsabile della Cultura del Pd Pierluigi Regoli ha introdotto la tavola rotonda alla quale partecipano giornalisti, membri delle forze politiche e una piccola delegazione degli artisti del Valle. “L’opposizione ha accolto con entusiasmo le richieste degli occupanti che reclamano il Teatro come nuovo centro della drammaturgia contemporanea e si dichiara pronta a procedere ad una concreta elaborazione delle nuove proposte. Bisogna dare risposta alla domanda ‘A cosa serve il teatro Valle?’ ”

Giulio Pelonzi, consigliere commissione PD e vice presidente della Commissione Cultura dichiara: “Noi vogliamo chiedere un consiglio straordinario per capire quali proposte avanzerà l’amministrazione attuale davanti ai cittadini. Il 1. 200.000.00 € stanziato per il Valle è stato sbandierato come una magnanima concessione quando non è altro ciò che l’amministrazione capitolina doveva concedere da protocollo. Alla richiesta di aumentare la cifra non c’è stata risposta, senza tenere in considerazione la possibilità di un dialogo con Province e Regione per aumentare le quote pubbliche. Quello che ci serve è stimolare l’amministrazione con una proposta interistituzionale più vicina a ciò che chiedono gli occupanti. L’amministrazione non sa cosa farci con il Teatro, non è in grado di dargli il giusto peso né come elevazione culturale né come motore economico”.

Pino Battaglia, consigliere provinciale del Pd aggiunge: “Mai era accaduto che nel nostro paese fosse occupato un teatro. Bisogna mantenere la gestione pubblica del teatro e partire dalla proposta avanzata per trovare una giusta soluzione. La posizione della Provincia è quella di mantenere la gestione pubblica del teatro, le forme e le modalità si gestiranno in seguito.”
E Giulia Rodano incalza: “Il centrosinistra è pronto a sostenere l’ipotesi gestione pubblica del Valle in tutte le sedi istituzionali: Parlamento, Regione, Provincia, Comune. E al ministro Galan, che continua a evocare lo sgombero, rispondiamo che dentro il Valle ci sono lavoratori, che da un mese tengono aperto il teatro per promuovere un percorso praticabile e competente sul futuro della struttura: non è un caso che si stiano valendo della collaborazione di giuristi del calibro di Stefano Rodotà e Ugo Mattei. Cosi il Consigliere Regionale dell’Italia dei Valori, nonché membro della Commissione della Cultura, Spettacolo e Sport spiega: “L’ipotesi scaturita dalle assemblee del Valle prevede un ente autonomo dalle ingerenze dei partiti, con un utilizzo oculato e sostenibile del denaro pubblico: è una proposta interessante, li ascoltiamo e continueremo a farlo. Questo importante lavoro richiede però da subito tre passaggi fondamentali a tutti i rappresentanti del centrosinistra. Primo, impegnarsi per l’abbandono immediato di ogni ipotesi di bando di privatizzazione da parte del Comune di Roma. Secondo passaggio, impegnarsi affinché le istituzioni pubbliche, nazionali e locali, stanzino i fondi necessari per costituire una Fondazione pubblica, con margini credibili di autonomia dalla politica, che faccia del Valle un centro di produzione nazionale della drammaturgia contemporanea. Terzo, in una logica di risparmio e allocazione efficiente delle risorse, chiedere al MiBAC di riassegnare al Valle il personale ex Eti, ora assorbito dal Ministero, necessario a far funzionare il teatro: una misura puramente amministrativa, che non costerebbe nulla allo Stato. Nelle prossime settimane – conclude la Rodano – proporrò al Consiglio un emendamento al bilancio regionale che impegni la Giunta Polverini a stanziare risorse sia per il sostegno alla fase transitoria sia per il finanziamento a nuove ipotesi di gestione pubblica che dovessero scaturire dal confronto con gli operatori”.

Il senatore del Pd Vincenzo Vita aggiunge: “Si discuterà con Galan su cosa ne sarà del Valle. L’iniziativa che si sta portando avanti è fondamentale per la tutela del bene pubblico. Deve esserci innanzitutto un teatro Valle rilanciato nella sfera pubblica e bisogna dare un senso a quest’iniziativa culturale. Uno degli emendamenti da proporre è quello di tutelare lavoratori e lavoratrici senza collocazione per adoperarli in modo più adeguato dopo lo scioglimento dell’Eti. E’ necessario una sorta di tavolo che impedisca l’ingerenza dei partiti nelle questione del teatro ma che comunque garantisca la presenza delle istituzioni attirandole nell’elaborazione dei progetti”.

L’assessore alla cultura della Provincia di Roma, Cecilia D’Elia ribadisce l’unicità del fenomeno Valle. “Questo teatro ha una vocazione che travalica i confini della città. L’occupazione è competente e si sta misurando con la gestione pubblica. La discussione deve essere aperta anche alle Istituzioni valutando seriamente le proposte”.

Anche Paolo Masini, consigliere comunale del Pd e membro della Commissione Cultura si unisce al pensiero della D’Elia: “Ci si è svegliati ora da un letargo che durava da anni, io trovo sconcertanti le parole di Galan e Giro che parlano dell’occupazione come di qualcosa di gravità assoluta. Anzi, proprio da questa è nata una proposta matura e responsabile”.

Il piccolo gruppo dei lavoratori dello spettacolo non interviene. Una ragazza dice: “Oggi siamo qui solo ad ascoltare”.

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Vedremo a breve cosa succederà.


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