

In occasione della prima giornata comune dei contratti di solidarietà Sit-in e altre manifestazioni davanti ad alcune sedi del colosso delle telecomunicazioni
“Si sta come/ d’autunno/ sugli alberi/ le foglie”.
Con questi brevi, ma intensi versi, Giuseppe Ungaretti descriveva l’incertezza e la precarietà del soldato. Come una foglia d’albero in autunno, pronta a cadere per un alito di vento, così un soldato al fronte può morire per un semplice colpo di fucile. Una pallottola può mettere fine alla vita di un uomo impegnato in una guerra che spesso non gli appartiene.
Già, precarietà. Una parola ormai divenuta, al tempo della globalizzazione, sempre più familiare. Una parola o meglio, una condizione, che come una marea nera si è diffusa a macchia d’olio in ogni anfratto della nostra società moderna. Nessun lavoratore oggi ne risulta immune.
Un tempo esisteva il posto fisso, quello per tutta una vita. Adesso non sembra più così.
Infatti, per venerdì 19 novembre, il colosso delle telecomunicazioni Telecom Italia ha programmato la prima giornata comune dei contratti di solidarietà. Per oltre la metà dei suoi dipendenti (29.204 su oltre 50 mila), la giornata di domani sarà un giorno di ferie forzate e questo per difendere i posti di lavoro, dopo i 6.800 esuberi dichiarati dalla società telefonica per il triennio 2010-2012.
In un articolo del 10 novembre scorso, su Il Fatto Quotidiano, Giorgio Meletti titolava: La solidarietà secondo Telecom: meno ai lavoratori, più agli azionisti.
Probabilmente questo è vero. L’ultima cedola di Telecom agli azionisti è stata del 4.63 per cento del valore nominale dell’azione. E Bernabè, amministratore delegato, ha promesso al mercato un ulteriore aumento del dividendo per il prossimo anno, grazie proprio ai contratti di solidarietà.
“E le stelle stanno a guardare”. Il dipendente Telecom no! Per domani sono previste azioni di protesta in diverse sedi sociali.
I sindacati unitari di CGIL, CISl e UIL hanno organizzato per la mattinata un Sit-in davanti alla sede della Direzione Generale di Val Cannuta: “Tutti insieme ai cancelli di val Cannuta 182 – Condividiamo colazione, idee e proposte”. Questo dice lo slogan.
I CUB-COBAS, invece, alle ore 11 hanno annunciato un presidio a via del Tritone, davanti al negozio “Il Telefonino”, con un invito ai partecipanti: ”Porta il tuo cartello, la tua foto, la tua protesta”. Su YouTue hanno diffuso anche un filmato esplicativo (http://www.youtube.com/watch?v=3vfnIPdmPos).
Forse sono azioni tardive. Ma è necessario dare voce alla protesta. E le iniziative non finiscono qui. Per la prossima giornata collettiva di solidarietà, in calendario il 24 dicembre, ci saranno nuovi gesti volti a sensibilizzare l’opinione pubblica.
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