Termini, il “giallo” degli affitti d’oro: affari da 12mila euro al mese per vendere souvenir. Blitz della Finanza

In meno di 60 giorni sono stati eseguiti 11 blitz, culminati con il sequestro di circa 10 milioni di prodotti contraffatti o pericolosi

Com’è possibile sostenere affitti che oscillano tra i 5 e i 12mila euro al mese vendendo solo chincaglieria, souvenir di bassa qualità e bigiotteria? È questo l’interrogativo che ha fatto scattare la maxi-offensiva della Guardia di Finanza di Roma nel rione Esquilino.

Un’anomalia economica che nasconde, dietro vetrine spesso deserte, un giro d’affari illegale da milioni di euro e una filiera internazionale del falso.

La stretta dopo le violenze a Termini

L’operazione, coordinata dal Prefetto Lamberto Giannini in sede di Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, è la risposta dello Stato ai gravi fatti di cronaca che hanno segnato l’inizio del 2026: dal brutale pestaggio di un funzionario del ministero del Made in Italy all’aggressione di un rider.

In questo contesto, i Finanzieri del 5° Nucleo Operativo Metropolitano hanno acceso i fari sulle attività commerciali del quartiere, gestite in gran parte da cittadini del sud-est asiatico.

Sequestri record: 10 milioni di pezzi in due mesi

I numeri dell’inchiesta sono impressionanti. In meno di 60 giorni sono stati eseguiti 11 blitz, culminati con il sequestro di circa 10 milioni di prodotti contraffatti o pericolosi.

L’ultima operazione, in ordine di tempo, ha portato al rinvenimento di 4 milioni di articoli di bigiotteria non conformi ai requisiti di sicurezza.

Si tratta di merce priva delle indicazioni minime sui materiali (spesso contenenti leghe tossiche o allergeni) e sulla provenienza, con rischi concreti per la salute dei consumatori che indossano tali oggetti a contatto diretto con la pelle.

La filiera: dai depositi in periferia ai mercati nazionali

Le indagini delle Fiamme Gialle non si fermano agli scaffali dei negozietti dell’Esquilino. I militari hanno individuato un collaudato sistema di distribuzione:

  • Origine: La merce viene prodotta massivamente in Asia (Cina e Taiwan).

  • Stoccaggio: I grandi carichi arrivano in enormi depositi situati nella periferia nord-est di Roma.

  • Distribuzione: Da questi hub, i prodotti riforniscono non solo i rivenditori di Termini, ma i mercati di mezza Italia, alterando la libera concorrenza e danneggiando gli operatori onesti.

L’attenzione degli inquirenti resta ora focalizzata sui flussi di cassa. La sproporzione tra le entrate dichiarate da questi piccoli esercizi e i costi di gestione elevatissimi (le “pigioni” da capogiro della zona stazione) suggerisce l’ombra di un sistema di riciclaggio più complesso su cui la Procura sta continuando a scavare.


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