Tiburtina Valley attende ancora gli aiuti della Regione Lazio

Il Commissario straordinario Marrazzo duramente criticato dal Comitato Nuova Tiburtina delle oltre 80 aziende danneggiate dall'alluvione di dicembre 2008
di Maria Giovanna Tarullo - 29 aprile 2009

Continuiamo a seguire, a distanza di quasi cinque mesi, la vicenda dei cittadini e delle aziende colpite dall’ondata di maltempo dell’11 dicembre scorso. Ricordiamo i gravi danni provocati dallo straripamento dell’Aniene, con disastrose conseguenze.
Una calamità che aveva messo in ginocchio la zona industriale della capitale, e l’area produttiva del nord del Lazio. Subito l’annuncio di Marrazzo lo scorso dicembre: "non lasceremo sole le aziende, accorreremo in loro aiuto".

Ma le parole si sono rivelate vane, il fatto denunciato dal Comitato Nuova Tiburtina, che rappresenta oltre 80 aziende del triangolo industriale a est di Roma: «Marrazzo aveva promesso di aiutarci, ma finora non ha mosso un dito».

Marrazzo a febbraio fu nominato Commissario straordinario per l’emergenza alluvione nel Lazio. L’ordinanza, dicono gli imprenditori della Tiburtina, «dava la possibilità a Marrazzo di erogare contributi fino a 25.000 euro per ciascuna impresa danneggiata». Poco rispetto ai danni, stimati in circa 80 milioni. Ma pur sempre una boccata d’ossigeno per la ripresa. «In concreto, però, le aziende non hanno ancora ricevuto nulla, ed i tempi sembrano andare per le lunghe» accusano ora le aziende del Comitato Nuova Tiburtina: «Non è stato fatto niente neppure per risolvere i problemi strutturali che hanno favorito, nel corso degli anni le inondazioni nella valle dell’Aniene.
A cinque mesi dall’alluvione, i Fossi di Pratolungo e di Casal Monastero restano una minaccia, poiché la bonifica promessa dalla Regione non ha neppure avuto inizio». Il rischio di allagamento resta, dunque, immutato.

Nei primi giorni di aprile, il Comune di Roma ha provveduto a riasfaltare parte della zona industriale, in particolare via Scorticabove, che a dicembre era sparita sotto un metro e 20 centimetri di acqua. Alemanno ha anche differito il pagamento delle imposte comunali: Tari, Tarsu, Ici. Ma questo è finora l’unico segno tangibile della presenza delle istituzioni pubbliche, sottolinea il Comitato: «Chiediamo al Governo ed alla Regione di attuare rapidamente l’Ordinanza 3734 e che il Governo stanzi altri fondi per il ripristino delle mura e dei macchinari dei soggetti danneggiati. Altrettanto importante è un intervento immediato sui corsi d’acqua, coordinato tra Regione, Comune, V Municipio e Ardis per garantire l’incolumità dell’area in futuro».

I membri del Comitato Nuova Tiburtina, in questi giorni, hanno espresso solidarietà alle popolazione dell’Abruzzo ed alle imprese colpite dal sisma.
«Molte aziende della nostra associazione, – dichiarano i membri – hanno intrapreso azioni di sostegno, donando materiale di propria produzione. Esse infatti, più di tanti, sanno cosa significa essere messi a dura prova dalle calamità naturali. I membri di questo Comitato hanno bene in mente ciò che accade quando – passata la grande attenzione dell’opinione pubblica e concluso il primo intervento della Protezione Civile – comincia la lunga ed estenuante attesa per ricevere l’aiuto economico e la messa in sicurezza del territorio».


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