

Scoperti tre manufatti abusivi usati come case e tonnellate di calcinacci. Denunciati tre cittadini stranieri, sigilli a macchinari e 30 veicoli
Un immenso e invisibile polo dell’abusivismo artigianale e residenziale, cresciuto all’ombra delle leggi e dei vincoli urbanistici nel cuore di Tor di Quinto.
Dietro le recinzioni di un terreno privato si nascondeva una vera e propria cittadella fantasma: una carrozzeria meccanica fantasma, due officine da fabbro completamente sprovviste di licenze e persino tre appartamenti in via di costruzione ma già densamente abitati.
Il maxi-blitz è scattato all’alba di ieri, martedì 9 giugno 2026, ad opera degli agenti della Polizia Locale di Roma Capitale del XV Gruppo Cassia, intervenuti su precisa delega della Procura della Repubblica al termine di una complessa attività di intelligence e appostamento.
L’operazione rientra nel quadro dei servizi mirati al contrasto dei reati ambientali e delle occupazioni abusive che i caschi bianchi stanno intensificando nei quadranti più sensibili lungo l’asse della via Cassia e del Tevere.
I vigili urbani, una volta fatto accesso alla vasta area che si estende su una superficie di circa 3.000 metri quadrati, si sono trovati davanti a uno scenario di grave compromissione ambientale.
Il terreno era stato trasformato in una gigantesca discarica a cielo aperto: sparsi ovunque c’erano fusti di olio esausto, vernici chimiche, componenti meccaniche e pezzi di carrozzeria legati all’attività di riparazione dei veicoli.
Accanto ai rifiuti industriali delle officine, gli agenti hanno catalogato ingenti cumuli di materiali da demolizione edile e calcinacci, stoccati e sversati sul suolo in totale spregio delle normative sullo smaltimento delle macerie.
Nel corso dell’ispezione, i caschi bianchi hanno individuato e bloccato tre cittadini stranieri, di età compresa tra i 45 e i 52 anni, che avevano stabilito nel perimetro il proprio quartier generale operativo e logistico.
I tre soggetti sono stati accompagnati presso i comandi di zona per le procedure di identificazione e fotosegnalamento, per poi essere denunciati a piede libero all’Autorità Giudiziaria.
I reati contestati vanno dall’occupazione abusiva di terreno privato alle gravi violazioni del testo unico sull’edilizia e del codice dell’ambiente.
Durante il pattugliamento i vigili hanno anche scoperto tre manufatti in muratura, formalmente ancora in fase di cantiere, ma di fatto già arredati e utilizzati come appartamenti.
L’intera macro-area è stata sottoposta a sequestro penale preventivo. I sigilli di blocco hanno interessato anche tutti i macchinari professionali, i ponti sollevatori e le saldatrici utilizzate per le lavorazioni di fabbro e carrozzeria.
Contestualmente, i caschi bianchi hanno avviato accertamenti tecnici e verifiche documentali su una trentina di autovetture trovate parcheggiate all’interno del terreno.
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