

Dopo aver raccolto tutti gli elementi necessari e informato la Procura della Repubblica, i militari hanno proceduto all’arresto del 32enne, portandolo direttamente al carcere di Regina Coeli
La notte scorsa, in un appartamento di via Federico Turano, a Tor Sapienza, si è consumato un episodio di violenza che ha rischiato di trasformarsi in tragedia.
Una donna in gravidanza, con il volto insanguinato e la voce tremante, ha trovato la forza di chiedere aiuto, componendo il “112”.
Dall’altra parte della cornetta, gli operatori hanno subito colto la disperazione nella sua voce e inviato una pattuglia dei Carabinieri.
Quando i militari della Stazione di Tor Sapienza sono arrivati sul posto, si sono trovati davanti una scena inquietante: la donna, visibilmente scossa, mostrava profonde ferite al volto e segni di strangolamento sul collo. Il suo compagno, un 32enne di origine romena, già noto alle forze dell’ordine, era ancora in casa.
Secondo il racconto della vittima, tutto era iniziato da una discussione per futili motivi, degenerata rapidamente in un’aggressione brutale. L’uomo, in un raptus di rabbia, aveva afferrato una bottiglia di vetro e l’aveva colpita al viso con violenza.

I Carabinieri non hanno avuto dubbi: i segni sul corpo della donna parlavano chiaro. Dopo aver raccolto tutti gli elementi necessari e informato la Procura della Repubblica, i militari hanno proceduto all’arresto del 32enne, portandolo direttamente al carcere di Regina Coeli. Il Tribunale ha poi convalidato il fermo, confermando la gravità delle accuse a suo carico.
Nel frattempo, la vittima è stata trasportata d’urgenza al pronto soccorso del Policlinico Casilino, in codice rosa, il protocollo riservato ai casi di violenza di genere.
I medici le hanno riscontrato diverse lesioni, con una prognosi di 21 giorni. Ferita nel corpo, ma soprattutto nell’anima, la donna ora dovrà affrontare non solo il dolore fisico, ma anche il trauma di quanto accaduto.
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