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Tragedia sul lavoro a Roma: muore operaio di 61 anni caduto da un autocarro

L’uomo è stato trasportato in codice rosso al San Giovanni Addolorata, ma non ce l’ha fatta. Poche ore dopo, il suo cuore ha smesso di battere

Ancora una vittima sul lavoro. Un’altra vita spezzata in un pomeriggio di normale routine, in una città dove troppo spesso si muore lavorando. È successo a Roma, martedì 15 luglio, nel cuore del quartiere Appio-Re di Roma.

La vittima è un operaio di 61 anni, caduto da un autocarro mentre stava effettuando lavori di manutenzione elettrica su via Astura, all’incrocio con via Etruria.

Le circostanze dell’incidente sono ancora oggetto d’indagine, ma secondo una prima ricostruzione l’uomo, impegnato in un intervento tecnico, avrebbe perso l’equilibrio e sarebbe precipitato violentemente a terra. È stato un passante a trovare il corpo riverso sull’asfalto, con il volto insanguinato e segni evidenti di un grave trauma cranico-facciale.

Immediata la corsa in ospedale: l’uomo è stato trasportato in codice rosso al San Giovanni Addolorata, ma non ce l’ha fatta. Poche ore dopo, il suo cuore ha smesso di battere.

Le indagini sono affidate al commissariato San Giovanni, mentre la salma è stata messa a disposizione dell’autorità giudiziaria per ulteriori accertamenti. Il personale medico, al momento del ricovero, aveva già allertato le forze dell’ordine. Sul posto, oltre agli agenti del Celio, sono intervenuti i sanitari del 118 e i tecnici del pronto intervento.

Una lunga scia di sangue: tre morti sul lavoro in poche settimane

Quella di via Astura è solo l’ultima di una serie drammatica di incidenti mortali sul lavoro che ha colpito la Capitale e i comuni limitrofi.

Appena dieci giorni fa, a Colleferro, è morto Sergio Albanese, 66 anni, caduto da una piattaforma mobile durante dei lavori di tinteggiatura. L’uomo era precipitato da cinque metri d’altezza: anche per lui non c’è stato nulla da fare.

E ancora, lo scorso giugno a Valmontone, il 42enne Mirko De Persis, operatore ecologico, è stato schiacciato dal furgoncino per la raccolta dei rifiuti su cui lavorava. Il mezzo, parcheggiato in salita, si sarebbe sfrenato, travolgendo l’uomo in una corsa tragica lungo via Colle Sant’Angelo.

Una strage silenziosa che non si arresta

Morti che non fanno notizia per più di un giorno, ma che raccontano una realtà ancora lontana dalla sicurezza e dal rispetto dei diritti dei lavoratori. Ogni caduta, ogni vite spezzata, ogni famiglia distrutta dovrebbe interrogare istituzioni e imprese su quanto si fa – e soprattutto su quanto ancora non si fa – per prevenire l’ennesima tragedia annunciata.

Non si può morire lavorando.


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