

Fatti e misfatti di ottobre 2016
Uccidere con l’amianto non costituisce reato
“La Corte d’appello di Milano – ribaltando la sentenza di primo grado – ha assolto i vertici dell’azienda “Fibronit”, produttrice di elementi in amianto per l’edilizia, i quali erano stati rinviati a giudizio con l’accusa di avere causato, tra dipendenti e abitanti, la morte di novanta persone. E ha cancellato, anche, i risarcimenti da riconoscere ai parenti delle vittime. La motivazione: il fatto non ha costituito reato”.
Una Corte d’appello, dunque, ne ha insegnata un’altra: che causare la morte per amianto di novanta persone non costituisce reato. E che i familiari delle vittime non hanno diritto nemmeno ad un euro per un fiore sulla tomba dei loro cari uccisi “legittimamente”. Il tutto, comunque, non certo in nome del popolo italiano.
Massimo e Bill, Matteo e Barak”
“Dopo l’affettuoso incoraggiamento di Bill Clinton – ha voluto ricordare, al “premier” Renzi di ritorno dalla cena con Barak Obama, Massimo D’Alema – io persi le elezioni regionali”.
Sembra di vedere il sogghigno maligno con il quale Massimo D’Alema avrà accompagnato quel suo ricordo. E gli scongiuri alla toscana dei Matteo Renzi.
Renzi, l’Unesco e Gentiloni
“L’astenzione dell’Italia sulla risoluzione dell’Unesco, che ha stabilito come il Muro del Pianto di Gerusalemme sia arabo, ha fatto inquietare molto il “premier” Renzi il quale – di ritorno da Bruxelles – vorrà parlarne con il Ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni”.
Un’ipotesi di “tirata di orecchi”: “Ovvia, Paolo, o te, tu, ‘osa mi ‘ombini? Voi non votino più al mi’ referendum, Maremma “no”, tutti ‘i ebrei d’Italia?”. Oppure no. Chissà.
C’è stato del farlocco in quella cena
“In base all’articolo 7 dell’accordo Ue-Usa sui vini – si è risentito l’ex Presidente della Giunta regionale sarda, Mauro Pili – quello denominato “Vermentino Santa Ynez 2015″, offerto durante la cena Obama-Renzi, è da ritenersi del tutto fuorilegge perché l’unico che possa vantare il marchio Vermentino è quello di Sardegna”.
Giusto risentimento. Al quale potrebbe aggiungersi, ora, il risentimento del Governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, perché sempre durante quella cena, tra il “primo” e il “secondo”, è stato servito un farlocco “pecorino di New York”.
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