

Portata d’urgenza al Policlinico Umberto I, i sanitari l’hanno assistita finché la donna ha espulso tutti gli involucri, senza gravi conseguenze . Dopo le dimissioni, per lei si sono aperte le porte del carcere di Rebibbia
Un viaggio che poteva trasformarsi in una tragedia. Ha inghiottito oltre un chilo di eroina, racchiusa in più di cento ovuli, nel tentativo disperato di sfuggire ai controlli. Ma il suo nervosismo non è passato inosservato ai carabinieri.
Così una 29enne nigeriana è finita in manette a Roma, dopo essere atterrata all’aeroporto di Fiumicino con un volo proveniente dalla Nigeria e aver preso il treno diretto alla stazione Termini.
La donna, giunta nello scalo ferroviario nel cuore della Capitale, è stata fermata dai militari del Nucleo Roma Scalo Termini, impegnati in un servizio di controllo.
Gli atteggiamenti sospetti, il visibile disagio fisico e le risposte evasive hanno convinto gli uomini dell’Arma che potesse nascondere qualcosa di più serio di un semplice bagaglio non dichiarato.
Portata d’urgenza al Policlinico Umberto I, la sospetta è stata sottoposta ad accertamenti medici: le lastre hanno rivelato un’immagine impressionante — decine di piccoli corpi ovali disseminati nel tratto intestinale.
In tutto, 102 ovuli termosaldati, contenenti 1,15 chili di eroina purissima.
I sanitari l’hanno assistita per ore finché la donna ha espulso tutti gli involucri, miracolosamente senza conseguenze gravi per la sua salute.
Dopo le dimissioni, per lei si sono aperte le porte del carcere di Rebibbia Femminile, dove è stata associata in buone condizioni fisiche.
Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.