

A Roma da tutt'Italia per non perdere l'occasione... di stare insieme... contro le mafie
Forse quest’anno l’attesa per il concerto del Primo maggio aveva un sapore particolare, una sorta di debutto del nuovo corso dopo cinque anni di Cavalierato. L’area di San Giovanni viene assaltata, come da tradizione, già dalla notte precedente: migliaia i ragazzi che al mattino si fanno trovare pronti (e sbronzi) per il “concertone”, dopo una notte passata tra accampamenti di fortuna e tanta, ma proprio tanta, voglia di stare insieme.
Ore 12: Andrea Rivera, che abbiamo avuto l’occasione di aver conosciuto durante l’Handicap Day del dicembre scorso, sale sul palco per un primo saluto, dimostrando di aver fatto passi da gigante come anchorman: tiene a bada, tra giochi di parole tremendamente e politicamente lucide, un milione di persone, e allora via alla kermesse canora, ai cantanti che si rincorrono sul palco, al pubblico festante e festoso: dimenticate le piazze infuocate dei giorni scorsi, il concerto del primo maggio non nega alla piazza quel clima di spensieratezza che fa di una giornata un evento da ricordare.
Abbiamo la fortuna di vedere il concerto da una balconata affacciata proprio sulla piazza: un brivido che corre sulla pelle vedendo quel mare di persone che s’agita con le note, i boati che salgono quando sul palco appaiono, tra gli altri, i Ligabue, Skin, Pino Daniele e i Nomadi, senza dimenticare i Modena City Ramblers che non potevano non chiudere la loro esibizione intonando Bella ciao, seguiti a ruota da un milione di persone che hanno ballato, eccitati, stanchissimi e smisuratamente felici di essere al posto giusto al momentogiusto.
Tra i tanti striscioni presenti, uno su tutti: quello che ricordava la poca severità legislativa nei confronti delle mafie (3-6 anni): in una giornata dedicata alla libertà contro le Mafie ci è sembrato lo striscione più azzeccato, senza nulla togliere agli altri striscioni accomunati da spirito goliardico, osannamenti e sfottò per gli artisti.
Ore 24: si spengono le luci del palco e la folla rimane a ballare ancora per diverso tempo sulla strada: i primi mezzi dell’*AMA si fanno largo a fatica tra montagne di rifiuti, venditori di lattine a quattro euro e reduci festaioli ancora non paghi: incontriamo Miriam, di Caserta, e Marco, di Arezzo, e Sebastiano, di Foggia: i treni riportano confusamente gli orari di ritorno: ognuno verso la propria casa, con le coincidenza che passeranno in piena notte, o, come molti, che aspetteranno per la partenza l’indomani mattina.
Torniamo a casa in piena notte, e passando per piazzale Appio ci accorgiamo che piccoli capannelli di Beatnik (Kerouac docet) aspetteranno tranquillamente l’alba prima di avviarsi verso casa. Cantano a squarciagola Viva L’Italia. E ci vien da cantarla anche a noi.
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* Da un comunicato dell’AMA: "Sono scattate dopo la mezzanotte le operazioni di pulizia di piazza San Giovanni e delle aree limitrofe.
200 operatori e 50 mezzi speciali (Maxi camion, pale meccaniche, spazzatrici, lavastrade, furgoncini tipo CR, ecc.) sono entrati in azione raccogliendo 100 tonnellate di rifiuti vari.
Già intorno alle 04:00 l’area e le strade limitrofe sono state liberate dai rifiuti accumulati ed è stato possibile riaprire la viabilità al traffico.
Gli interventi di rifinitura sono tuttora in corso e termineranno mercoledì 3 maggio, quando il palco e le attrezzature allestite per l’evento saranno state smontate".
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