

Presentazione il 27 settembre del libro della giornalista Carla Guidi, nella sala dei convegni a Villa Sarsina
Presentazione del libro “Un ragazzo chiamato Anzio” sabato 27 settembre 2025 ore 18 al Comune di Anzio, nello splendore della sala dei convegni a Villa Sarsina.
Dopo i saluti dell’Assessore al turismo Valentina Corrado, interventi dell’autrice Carla Guidi e lettura di brani del libro da parte degli attori Fiorenzo Fraccascia e Simona Verrusio
Il libro è un racconto in stile autobiografico ovvero una cronaca della vita adolescenziale (ovvero scritto attraverso numerose interviste da parte della giornalista Carla Guidi) dell’artista fotografo Alfredo Rinaldi, unitosi all’esercito americano poco dopo il celebre sbarco ad Anzio il 22 gennaio 1944. Questo libro è alla sua seconda edizione nel 2012 per Arduino Sacco editore
https://www.arduinosaccoeditore.com/ – con la Postfazione di Vera Michelin Salomon, è stato pubblicato per la prima volta con il Patrocinio della Provincia di Roma e del Comune di Anzio, dalla Onyx Edizioni nel 2005. Al testo rimane in calce la presentazione di Vincenzo Maria Vita, allora Assessore alle Politiche Culturali della Provincia di Roma, e del Sindaco di Anzio che nel 2005 era Candido De Angelis.
Il libro è stato presentato per la prima volta, al “Paradiso sul mare” all’interno delle manifestazioni per il 60° della Liberazione il 25 aprile 2005, organizzate dal Comune della Città di Anzio – insignita con la Medaglia d’Oro al Merito Civile dal Presidente della Repubblica C.A.Ciampi – e poi il 4 novembre 2005 a Roma, al Centro Congressi ex Novo in via Monte Zebio.
In seguito molte altre ne sono seguite, poiché non solo è una storia vera, ma rappresenta un’epoca vista dagli occhi di un ragazzo appena dodicenne, pieno di entusiasmo e buona volontà, che ha passato gli anni dell’adolescenza con l’esercito degli alleati sbarcato ad Anzio il 22 gennaio 1944, poi anche dopo, ha partecipato alla costituzione del cimitero monumentale, infine in tarda età, ha partecipato a trasmissioni ed interviste, non mancando di documentare la sua storia nelle scuole.
La lettura del libro è agevole ma storicamente dettagliata, adatta anche ai ragazzi delle scuole medie, ma anche agli adulti delle altre generazioni che vogliono essere informati su quel clima di anni difficili. Infatti Alfredo Rinaldi con la sua storia, presenta le diverse sfaccettature di un’epoca di passaggio, il Sogno americano e l’idealismo alla Woodow Wilson, ma anche l’epoca degli Imperialismi. Il nuovo secolo aveva portato con sé una rivoluzione degli atteggiamenti e dei costumi; l’aeroplano ed il cinema erano delle vere e proprie trasformazioni ottiche oltre che sociali.
Alfredo era un ragazzino innamorato del “cinema” ed immaginava l’avvento degli americani-salvatori nella nostra martoriata ed ancora contestata storia bellica, tra gli albori del fascismo ed il perdurare di un dopoguerra che approderà al boom economico detto anche “Miracolo italiano”. Però il piccolo Alfredo, classe 1928, era troppo vivace ed attento per essere ipnotizzato dal cinema, egli era già dall’altra parte della macchina dei Sogni quando incollava gli spezzoni di pellicola che si era procurato dal cineoperatore di Anzio e proiettava con la cinepresa (avuta in prestito) in una cantina affollata di bambini, un eterogeneo filmato del quale si sentiva già regista.
È lo stesso spirito di avventura e di indipendenza critica che gli farà fare anche delle scelte, a volte troppo rischiose, quando dopo lo sfollamento a Roma con la famiglia, torna da solo ad Anzio, attraversando con coraggio ed incoscienza il fronte (poco dopo lo sbarco dell’esercito americano, ai primi di marzo del 44) e fa del tutto (per poi riuscire infine) a partecipare a tutta la Campagna di Liberazione d’Italia, insieme con i suoi eroi, che non hanno le caratteristiche dei Cowboys, ma sono ugualmente dei personaggi straordinari che gestiscono un mondo tecnologico ed economico al quale l’Italia popolare, umiliata nell’orgoglio, stracciona ed affamata, guardava con venerazione.
E la sua storia non finisce con la guerra, che gli ha fatto vivere i suoi primi contatti con la morte ma anche con l’amore e con il sesso, Alfredo rimane alle dipendenze dell’American Graves Registration Services (A.G.R.S) dall’ottobre del 1945 fino alla completa costruzione e sistemazione del Cimitero Americano di Nettuno, fa il servizio militare per lo Stato italiano, ma tra campi di Calcio e Banda militare suonando il sassofono, diventa infine fotografo professionista e rocambolescamente per puro caso ritrova i suoi antichi amici americani dopo un intervallo di 46 anni! E’ invitato infine a partecipare alla 14° riunione del Anzio Beachhead Veterans e diventa Membro onorario della 85° th QM -WWII Vets.
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