Una piacevole oasi nel Parco Tor Tre Teste di fronte al Laghetto

Ed una mostra del pittore Massimo Saitta nella casetta dell’associazione Futura

“Una gradita novità nel parco Tor Tre Teste. Un nuovo punto sosta ristoro ed altro di fronte al Laghetto”. Così davamo sul nostro sito l’annuncio il 21 giugno 2011 dell’avvenuta bonifica della piccola area (prima in abbandono) prospiciente il laghetto di Tor Tre Teste ad opera dell’associazione Futura.

Nel dare atto della positiva trasformazione dell’area, davamo notizia di una mostra di pittura allora in corso (nei mesi scorsi se ne sono avute altre)

Attualmente è in corso una stimolante mostra del pittore catanese, Massimo Saitta, il pittore delle attese metropolitane, fino agli inizi di novembre.

Ed è particolarmente gradito costatare che con il passare dei mesi l’iniziativa si sia consolidata e la linda casetta-punto di ristoro per gli utenti del parco sta accrescendo sia le sue iniziative culturali che il numero delle adesioni.

Sotto l’impulso dell’instancabile Nico, anima e il motore delle iniziative dell’associazione Futura, sono in svolgimento corsi di fotografia, make up. Abbastanza frequenti sono anche festosi appuntamenti di convivialità e socializzazione.

Per chi è solito passeggiare nel parco ora c’è un nuovo punto sosta e ristoro ed un efficiente servizio di rent bike (affitto bicicletta).

Chi è interessato a saperne di più può telefonare al 347-1917556 o scrivere a nicomakeup@hotmail.it 

Massimo Saitta mostra nelle sue tele l´alienazione, la solitudine, il condizionamento massmediatico, lo spaesamento dell´individuo nei luoghi di vita che vengono accreditati come centri del benessere, i famosi " NON LUOGO " le stazioni, il metrò, i centri commerciali, i supermercati, una società che corre verso il nulla. Nellle opere si presentano piccoli universi umani nei quali si misurano i rapporti fra le persone e le vicende vissute da ciascuno. Le opere sono un monumento all’incomunicabilità, situazioni quotidiane, ben note agli abitanti delle grandi città, nelle quali ciascuno è solo con i propri pensieri, pur stando a pochi centimetri dall’altro. Si vuole perciò sottolineare il disagio dell’alienazione di ciascuno di noi, “solo” in mezzo a tutti. La realtà percepita è che, ben presto, le persone lasciano il posto alla “gente”, ovvero a quella folla anonima nella quale la persona umana si perde e si isola pur rimanendo fisicamente vicino agli altri. Qui nessuno pensa, ma tutti corrono dietro ai loro affanni, ai loro affari, alle loro piccole o grandi necessità; ognuno per sé in un muto egoismo che impedisce a chiunque di comunicare.

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